"La maggior parte della gente non si preoccupa di scoprire la verità, ma trova molto più facile accettare la prima storia che sente." Tucidide (406-397 a.c.)

"Odio gli indifferenti. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. L'indifferenza è il peso morto della storia. Vivo sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti." Antonio Gramsci 1917





giovedì 16 maggio 2013

CHI HA PAURA DELL'OMOFOBIA

Mentre nel 2011 più o meno all'inizio di maggio, in Italia veniva bocciata la proposta di legge  sull'omofobia, a Cuba, nello stesso periodo,  la comunità LGBT non solo  manifestava con un corteo nella capitale e  a Santiago nel giorno mondiale contro la omofobia, ma organizzava un programma culturale ricco ed interessante affinchè ogni cittadino avesse il diritto al libero e responsabile orientamento sessuale e d'identità.  Mariela Castro Espin, (classe '62)figlia di Raul,  psicologa e presidentessa del Centro Nazionale di Educazione Sessuale di Cuba -CENESEX- , impegnata  nei diritti omosessuali, transessuali e nella lotta all'Aids,  guidava la manifestazione per porre fine all'omofobia del paese, anche se in questi ultimi anni la società cubana ha fatto notevoli progressi.  Mariela Castro ha iniziato una serie di incontri  per sviluppare un progetto di riforma del Codice di famiglia che prevede le unioni gay, sperando che diventi legge al più presto. Intanto un segnale di apertura la società cubana lo ha già dato lasciando la possibilità di praticare il cambio di sesso, in modo gratuito con la consegna all'istante del nuovo documento d'identità. E si stanno già celebrando i primi matrimoni. Allora, in quella manifestazione la Castro disse che: dobbiamo porre fine a tutte le discriminazioni e l'omofobia. Il socialismo rappresenta l'emancipazione per gli esseri umani.  Anche quest'anno, 11 maggio, all'Avana ha sfilato un enorme corteo facendo festa  per la  tolleranza, il rispetto e contro l'omofobia. In testa sempre Mariela Castro dicendo: l'angolo del focolare è amore, rispetto. Per una famiglia libera dall'omofobia e dalla  transfobia, questo è il messaggio che vorremmo trasmettere e privilegiamo questo  nucleo sociale è uno degli spazi più vulnerabili se si parla di diritti sessuali.
Come tanti paesi, per ignoranza,  credendo che gli
omosessuali  rappresentino un tabù, anche Cuba
ha avuto subito dopo il  periodo della Rivoluzione,  un atteggiamento chiuso nei loro confronti.  Nel 2002 viene proclamata la nuova Costituzione dove l'articolo 42 stabilisce che " ogni discriminazione causata da razza, sesso, colore della pelle, origini nazionali, credo religioso e qualsiasi altra causa lesiva della dignità umana, è punita  a norma di legge e che le istituzioni statali hanno il compito di educare tutti i cittadini al principio dell'uguaglianza d'ogni essere umano".

Una domanda spontanea: noi, italiani,
non è che ci facciamo superare anche in questo dai cubani!

2 commenti:

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  2. Enly perchè parli di Cuba se non sai nemmeno di cosa parli? Cuba stalinista? Ma dove le prendi certe informazioni, dal PD?
    Cuba è il pese più libero del mondo dove il potere si limita a difendere la Rivoluzione lasciando i cittadini liberi di fare e pensare quello che vogliono. Quanto all'omofobia, non esiste al mondo altro paese che abbia fatto tanto al proposito, non dimentichiamoci che Cuba è un paese latinoamericano e che in quella cultura il machismo non ha uguali. Malgrado questo a Cuba è stato praticamente sradicato. Inoltre, se c'è una persona al mondo che si è battuta per i diritti degli omosessuali, questa è Mariela Castro Espìn, figlia di Vilma Espìn e Raùl Castro, due grandi difensori dei diritti dei più deboli.
    A Cuba, per chi non lo sapesse, si cambia addirittura sesso a spese dello Stato....
    Per favore, smettiamola di descrivere Cuba con i soliti luoghi comuni messi in giro ad arte dall'informazione dei padroni e pure dalla sinistra idiota che ci ha portato al disastro. Sulle cose che non conosciamo faremmo bene a stare in silenzio piuttosto che dire superficiali stupidaggini.
    Senza rancore.
    Elio Bonomi

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