"La maggior parte della gente non si preoccupa di scoprire la verità, ma trova molto più facile accettare la prima storia che sente." Tucidide (406-397 a.c.)

"Odio gli indifferenti. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. L'indifferenza è il peso morto della storia. Vivo sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti." Antonio Gramsci 1917





venerdì 18 gennaio 2013

LETTERA DI PAOLO FERRERO


                                          Roma, 16 gennaio 2013 
Cari compagne e compagne, vi scrivo per la seconda volta in poche
settimane. Lo faccio ed alla vigilia di una importante campagna
elettorale per cercare di riassumere il senso del nostro impegno in
RIVOLUZIONE CIVILE con Ingroia candidato presidente.Innanzitutto
considero un successo politico essere riusciti a dar vita a questa
lista autonoma dal PD. Erano anni che ci lavoravamo e ancora poche
settimane a molti fa pareva una impresa impossibile. Non solo, il
programma di questa lista, pur non raccogliendo completamente il
nostro programma, è buono. Vi sono le cose fondamentali che vanno
dette per disegnare una alternativa: dal no al fiscal compact e alla
Tav in avanti. Inoltre riamo riusciti a far accantonare
definitivamente l’idea di fare la desistenza al Senato nei confronti
del centro sinistra. Si sarebbe trattato di una scelta suicida che
avrebbe trasformato la lista ad una sorta di appendice minoritaria del
PD, priva di prospettiva e progetto politico. RIVOLUZIONE CIVILE  si
presenta quindi agli elettori come polo politico autonomo dal centro
sinistra, esattamente come noi volevamo.Com’è noto questa lista è il
frutto di un accordo tra 6 movimenti politici (Rifondazione Comunista,
PdCI, IdV, Verdi, Movimento arancione di de Magistris, Rete 2018 di
Orlando) e Antonio Ingroia che è il candidato presidente. Purtroppo le
vicende di Cambiare si può hanno impedito che questo processo fornisse
un contributo decisivo e positivo alla costruzione della lista. Così
tutto il percorso di partecipazione democratica avviato con le
assemblee di cambiare si può è rimasto privo di uno sbocco politico e
le dinamiche di costruzione delle liste – anche a causa della totale
mancanza di tempo - non hanno avuto passaggi di legittimazione
democratica. La stessa drammatica mancanza di tempo per far conoscere
la lista ci ha portato a scegliere di inserire il nome di Ingroia nel
simbolo, cosa che certo non corrisponde alla nostra cultura politica
ma che è indispensabile per rendere riconoscibile una lista appena
nata. Frutto di questo accordo è stata così la costruzione di liste in
cui la maggioranza degli eletti sarà espressione della società civile.
In questo quadro abbiamo candidato 10 compagni e compagne indicate
dalla Direzione Nazionale che hanno la possibilità di essere eletti a
seconda della percentuale che prenderà la lista. Con il 4% ci saranno
due eletti, con il 4,5 saranno 3 e così via aumentando. Oltre a questi
vi è un centinaio di altri compagni e compagne presenti nelle liste in
posizioni più arretrate. La prima cosa da sottolineare è quindi che il
voto che ognuno e ognuna  di voi esprimerà, non servirà solo ad
eleggere coloro che sono in lista nella vostra circoscrizione ma
servirà ad eleggere compagni e compagne che sono nelle altre
circoscrizioni. I voti infatti si sommano sul piano nazionale e solo
un risultato positivo in termini complessivi permetterà l’elezione dei
compagni e delle compagne indicati da Rifondazione. Questo è il punto
fondamentale da tener presente: ogni mancata partecipazione alla
campagna elettorale, in qualunque parte del paese, è un modo per
impedire al nostro partito di rientrare in parlamento, è un atto
contro rifondazione comunista e il suo progetto politico. La mancata
partecipazione alla campagna elettorale è un suicidio politico, non un
atto di protesta.Lo dico perché la formazione delle liste ha prodotto
grandi malumori, quasi tutti comprensibili ma mio parere quasi tutti
esagerati. Se si fa una lista con altri partiti e movimenti – scelta
decisa dal partito nella perfetta consapevolezza che questo fosse il
solo modo possibile per garantire la presenza in Parlamento delle
forze che si sono opposte a Monti e la nostra stessa rappresentanza –
è poi inutile lamentarsi del fatto che nella maggioranza delle teste
di lista non ci sono nostri compagni o che vi è il leader di un altro
partito capolista nella nostra circoscrizione. Se Ferrero è nella
testa di lista a Torino, di Pietro lo sarà a Milano. Non è pensabile
che i nostri ci siano e gli altri debbano scomparire.  La stessa cosa
vale per liste: essendo liste a maggioranza di società civile e quindi
per meno della metà composte da esponenti di partito, per forza di
cose i nostri compagni e compagne sono una piccola minoranza della
lista e non sempre saranno nella parte alta della lista. Così come è
successo agli altri.Il punto fondamentale allora non è di concentrare
la discussione sul fatto che nella circoscrizione in cui votiamo il
nostro sta al decimo o al ventesimo posto. Il punto fondamentale su
cui discutere è che il nostro voto è decisivo per portare in
parlamento un gruppo di deputati in opposizione alle destre e al
governo Monti Bersani e per eleggere i compagni e le compagne di
Rifondazione Comunista a prescindere da quale è la circoscrizione in
cui è candidato o candidata.In questo quadro, per il Senato - che ha
collegi a base regionale - in 4 situazioni il capolista di RIVOLUZIONE
CIVILE  è un compagno o una compagna di Rifondazione e che quindi può
essere eletto: Marino Andolini in Friuli Venezia Giulia, Giovanna
Capelli in Lombardia, Roberta Fantozzi in Toscana e Marco Gelmini in
Umbria.In questa lista – messa in piedi in poche settimane - vi sono
certo disomogeneità e un notevole pluralismo di culture e percorsi
politici. Rivoluzione Civile non è Syriza o il Fronte de Gauche.
Rivoluzione Civile è uno spazio politico che si colloca a sinistra del
PD, in cui noi siamo, con ogni evidenza, il partito più a sinistra.
Detto questo è bene evitare di gettare il bambino con l’acqua sporca:
il progetto di Rivoluzione Civile non è solo utile ma necessario ed è
il massimo che potevamo fare nelle condizioni date. Rivoluzione Civile
è un passo in avanti anche se non è – perlomeno non è ancora – la
costruzione di una forza unitaria della sinistra di alternativa.
Dobbiamo lavorare affinché questo processo avanzi e il modo migliore
per farlo oggi è quello di votare e far votare Rivoluzione Civile.
Come abbiamo visto dopo il 2008, dopo le sconfitte si raccolgono i
cocci. Dobbiamo far si che le elezioni del 24 febbraio 2013 con il
successo elettorale di Rivoluzione Civile siano un punto di partenza.
Per i comunisti e le comuniste , per la sinistra, per il movimento
operaio. Un caro saluto e buon lavoro Paolo Ferrero

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