"La maggior parte della gente non si preoccupa di scoprire la verità, ma trova molto più facile accettare la prima storia che sente." Tucidide (406-397 a.c.)

"Odio gli indifferenti. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. L'indifferenza è il peso morto della storia. Vivo sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti." Antonio Gramsci 1917





sabato 26 gennaio 2013

CGIL??????

CGIL – FERRERO (PRC): «LA SEGRETERIA NAZIONALE CGIL NON VUOL FAR SAPERE AI SUOI ISCRITTI CHE INGROIA è L'UNICO CANDIDATO PREMIER CHE CONDIVIDE IL SUO PROGRAMMA»
Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, candidato nelle liste di Rivoluzione Civile, ha dichiarato:

«La scelta della segreteria nazionale della Cgil di invitare alla Conferenza di programma Bersani e Vendola, escludendo Ingroia, candidato Presidente per la lista Rivoluzione Civile, non ha precedenti nella storia della Cgil. Segna un collateralismo nei confronti del PD che non aiuta nè la sinistra nè la Cgil nè i lavoratori e le lavoratrici italiane. L'esclusione di Ingroia è tanto più incredibile perchè Rivoluzione Civile è l'unica che ha nel suo programma la contrarietà al Fiscal Compact, l'abolizione della riforma Fornero sulle pensioni, il ripristino dell'articolo 18 e la proposta di una tassa sui grandi patrimoni. Guarda caso proprio le proposte che avanza la Cgil. Forse il problema è proprio questo: la segreteria nazionale della CGIL non vuole far sapere ai suoi iscritti e iscritte che l'unico candidato presidente che condivide il programma della Cgil è proprio Ingroia».

25 gennaio 2013

mercoledì 23 gennaio 2013

ALAN GROSS


Alan Gross di professione destabilizzatore

Articolo scritto da ALESSANDRA RICCIO  23 gennaio 2013.

Qualche giorno fa sono stati divulgati dei documenti ufficiali nordamericani del National Security Archive che rivelano (se ce ne fosse ancora bisogno) che Washington opera contro il governo cubano con un programma di “democratizzazione” dell’isola attraverso una “attività operativa” che richiede “una discrezione continua” per portare a buon fine diversi “progetti di transizione”. Questi documenti sono stati esibiti durante la causa intentata da Alan Gross e da sua moglie contro la USAID e il Development Alternatives Inc. struttura alle cui dipendenze lavorava Gross durante la sua missione a Cuba del 2009, quando è stato arrestato per aver cercato di collocare in maniera clandestina attrezzature sofisticate di comunicazione. Development Alternatives Inc. è una dei principali contrattisti dell’USAID, l’Agenzia nordamericana collegata alla CIA che adesso è accusata dai Gross di non aver preparato, addestrato e protetto il loro agente durante la sua missione clandestina a Cuba.
Durante un incontro del 2008 fra la USAID e la DAI, è stato comunicato all’impresa contrattista che “la USAID non intende informare i cubani sul come e il perché hanno bisogno di una transizione democratica, ma che l’Agenzia vuole consegnare tecnologia e mezzi per produrre la scintilla che potrebbe giovare alla popolazione”, in altre parole un vero e proprio processo di destabilizzazione in un paese sovrano.
Un dirigente del DAI ha testimoniato in Tribunale che funzionari dell’USAID  hanno segnalato che il programma per Cuba presentava rischi soprattutto per “costruire la rete richiesta di promotori della democrazia e dei diritti umani a Cuba” (National Security Archive: <ahref=”http://www.gwu.edu/~nsarchiv/NSAEBB/NSAEBB411/”>www.gwu.edu/~nsarchiv/NSAEBB/NSAEBB411/).
Peter Kornbluh, del National Security Archive che si è incontrato nel 2012 a Cuba con il prigioniero Gross, aveva consigliato al governo Obama di negoziare e risolvere il caso Gross con le autorità cubane condividendo la preoccupazione della DAI “in quanto lo sviluppo della storia, in questo caso durante le more del giudizio, potrebbe creare rischi significativi per gli interessi della sicurezza nazionale, per la politica estera e per i diritti umani del governo degli Stati Uniti”.
L’avvocato Pertierra che si occupa dei rapporti fra Cuba e gli Stati Uniti, in un’intervista al quotidiano messicano “La Jornada” è sicuro che si è solo all’inizio di una serie di rivelazioni che dimostrano che Gross non era a Cuba solo per consegnare materiale elettronico alla comunità ebraica, ma aveva la missione di stabilire una rete alternativa di dissidenti funzionale agli interessi degli Stati Uniti, aveva, cioè, una missione destabilizzatrice.
Il caso Gross potrebbe servire per ottenere, finalmente, il ritorno in patria dei Cinque cubani i quali, contrariamente a Gross non avevano lo scopo di destabilizzare gli Stati Uniti, ma quello di evitare gli atti di terrorismo che dagli Stati Uniti continuano a mantenere inquieta la società cubana.

venerdì 18 gennaio 2013

LETTERA DI PAOLO FERRERO


                                          Roma, 16 gennaio 2013 
Cari compagne e compagne, vi scrivo per la seconda volta in poche
settimane. Lo faccio ed alla vigilia di una importante campagna
elettorale per cercare di riassumere il senso del nostro impegno in
RIVOLUZIONE CIVILE con Ingroia candidato presidente.Innanzitutto
considero un successo politico essere riusciti a dar vita a questa
lista autonoma dal PD. Erano anni che ci lavoravamo e ancora poche
settimane a molti fa pareva una impresa impossibile. Non solo, il
programma di questa lista, pur non raccogliendo completamente il
nostro programma, è buono. Vi sono le cose fondamentali che vanno
dette per disegnare una alternativa: dal no al fiscal compact e alla
Tav in avanti. Inoltre riamo riusciti a far accantonare
definitivamente l’idea di fare la desistenza al Senato nei confronti
del centro sinistra. Si sarebbe trattato di una scelta suicida che
avrebbe trasformato la lista ad una sorta di appendice minoritaria del
PD, priva di prospettiva e progetto politico. RIVOLUZIONE CIVILE  si
presenta quindi agli elettori come polo politico autonomo dal centro
sinistra, esattamente come noi volevamo.Com’è noto questa lista è il
frutto di un accordo tra 6 movimenti politici (Rifondazione Comunista,
PdCI, IdV, Verdi, Movimento arancione di de Magistris, Rete 2018 di
Orlando) e Antonio Ingroia che è il candidato presidente. Purtroppo le
vicende di Cambiare si può hanno impedito che questo processo fornisse
un contributo decisivo e positivo alla costruzione della lista. Così
tutto il percorso di partecipazione democratica avviato con le
assemblee di cambiare si può è rimasto privo di uno sbocco politico e
le dinamiche di costruzione delle liste – anche a causa della totale
mancanza di tempo - non hanno avuto passaggi di legittimazione
democratica. La stessa drammatica mancanza di tempo per far conoscere
la lista ci ha portato a scegliere di inserire il nome di Ingroia nel
simbolo, cosa che certo non corrisponde alla nostra cultura politica
ma che è indispensabile per rendere riconoscibile una lista appena
nata. Frutto di questo accordo è stata così la costruzione di liste in
cui la maggioranza degli eletti sarà espressione della società civile.
In questo quadro abbiamo candidato 10 compagni e compagne indicate
dalla Direzione Nazionale che hanno la possibilità di essere eletti a
seconda della percentuale che prenderà la lista. Con il 4% ci saranno
due eletti, con il 4,5 saranno 3 e così via aumentando. Oltre a questi
vi è un centinaio di altri compagni e compagne presenti nelle liste in
posizioni più arretrate. La prima cosa da sottolineare è quindi che il
voto che ognuno e ognuna  di voi esprimerà, non servirà solo ad
eleggere coloro che sono in lista nella vostra circoscrizione ma
servirà ad eleggere compagni e compagne che sono nelle altre
circoscrizioni. I voti infatti si sommano sul piano nazionale e solo
un risultato positivo in termini complessivi permetterà l’elezione dei
compagni e delle compagne indicati da Rifondazione. Questo è il punto
fondamentale da tener presente: ogni mancata partecipazione alla
campagna elettorale, in qualunque parte del paese, è un modo per
impedire al nostro partito di rientrare in parlamento, è un atto
contro rifondazione comunista e il suo progetto politico. La mancata
partecipazione alla campagna elettorale è un suicidio politico, non un
atto di protesta.Lo dico perché la formazione delle liste ha prodotto
grandi malumori, quasi tutti comprensibili ma mio parere quasi tutti
esagerati. Se si fa una lista con altri partiti e movimenti – scelta
decisa dal partito nella perfetta consapevolezza che questo fosse il
solo modo possibile per garantire la presenza in Parlamento delle
forze che si sono opposte a Monti e la nostra stessa rappresentanza –
è poi inutile lamentarsi del fatto che nella maggioranza delle teste
di lista non ci sono nostri compagni o che vi è il leader di un altro
partito capolista nella nostra circoscrizione. Se Ferrero è nella
testa di lista a Torino, di Pietro lo sarà a Milano. Non è pensabile
che i nostri ci siano e gli altri debbano scomparire.  La stessa cosa
vale per liste: essendo liste a maggioranza di società civile e quindi
per meno della metà composte da esponenti di partito, per forza di
cose i nostri compagni e compagne sono una piccola minoranza della
lista e non sempre saranno nella parte alta della lista. Così come è
successo agli altri.Il punto fondamentale allora non è di concentrare
la discussione sul fatto che nella circoscrizione in cui votiamo il
nostro sta al decimo o al ventesimo posto. Il punto fondamentale su
cui discutere è che il nostro voto è decisivo per portare in
parlamento un gruppo di deputati in opposizione alle destre e al
governo Monti Bersani e per eleggere i compagni e le compagne di
Rifondazione Comunista a prescindere da quale è la circoscrizione in
cui è candidato o candidata.In questo quadro, per il Senato - che ha
collegi a base regionale - in 4 situazioni il capolista di RIVOLUZIONE
CIVILE  è un compagno o una compagna di Rifondazione e che quindi può
essere eletto: Marino Andolini in Friuli Venezia Giulia, Giovanna
Capelli in Lombardia, Roberta Fantozzi in Toscana e Marco Gelmini in
Umbria.In questa lista – messa in piedi in poche settimane - vi sono
certo disomogeneità e un notevole pluralismo di culture e percorsi
politici. Rivoluzione Civile non è Syriza o il Fronte de Gauche.
Rivoluzione Civile è uno spazio politico che si colloca a sinistra del
PD, in cui noi siamo, con ogni evidenza, il partito più a sinistra.
Detto questo è bene evitare di gettare il bambino con l’acqua sporca:
il progetto di Rivoluzione Civile non è solo utile ma necessario ed è
il massimo che potevamo fare nelle condizioni date. Rivoluzione Civile
è un passo in avanti anche se non è – perlomeno non è ancora – la
costruzione di una forza unitaria della sinistra di alternativa.
Dobbiamo lavorare affinché questo processo avanzi e il modo migliore
per farlo oggi è quello di votare e far votare Rivoluzione Civile.
Come abbiamo visto dopo il 2008, dopo le sconfitte si raccolgono i
cocci. Dobbiamo far si che le elezioni del 24 febbraio 2013 con il
successo elettorale di Rivoluzione Civile siano un punto di partenza.
Per i comunisti e le comuniste , per la sinistra, per il movimento
operaio. Un caro saluto e buon lavoro Paolo Ferrero

mercoledì 9 gennaio 2013


Ho appena finito di leggere 
"Memorie di un'infamia"
della giornalista, scrittrice messicana LYDIA CACHO RIBEIRO
attivista dei diritti umani delle donne e dei bambini.
Racconta tutto ciò che ha dovuto subire dall'uscita del suo libro nel 2005
"Los demonios del Eden", 
nel quale  documenta fatti, accuse, denuncia uomini importanti e intoccabili fra questi anche politici, 
tutti coinvolti in un giro di prostituzione  e pornografia infantile. 
Ha  pagato la sua verità  perchè citata per diffamazione,
ha subito il carcere e ogni tipo di violenza, anche fisica, per difendere i diritti di queste bambine.
 Consiglio la lettura di questo libro che colpisce allo stomaco.






PERCHE' HUGO CHAVEZ DA FASTIDIO


Ho letto un articolo  sul Presidente Chavez  nel sito web del " TRIBUTO DEL POPOLO"  a cura dello scrittore Daniele Cardetta. Ha talmente spiegato  bene i risultati della politica di Chavez che  ho copiato e incollato il pezzo in questione.

I risultati di dieci anni di “Rivoluzione”-Da quando è salito al potere, nel 1998, Hugo Chàvez ha guidato il Venezuela favorendo i poveri e soprattutto firmando decine di decreti di espropriazione e nazionalizzazione. Anni fa Chàvez ha varato il suo “primo piano socialista” nello scettiscismo generale, e oggi è possibile trarre alcuni bilanci a riguardo. In anni di potere Chàvez ha ampliato e rafforzato il potere popolare, apportando significative migliorie ai diritti sociali e soprattutto al benessere dei più poveri, che sono la stragrande maggioranza del Paese. Anche per questo Chàvez ha guadagnato consensi crescenti tra i venezuelani, ma anche l’odio e l’inimicizia delle multinazionali imperialiste, colpite nei loro interessi in Venezuela dalla politica di sinistra del Presidente. E forse anche per questo Chàvez viene presentato così negativamente dai media, è responsabile di aver reso il Venezuela un luogo dove per le multinazionali fare affari è diventato tremendamente difficile. Il Venezuela, come Cuba ed altri Paesi socialisti (o non imperialisti), è un esempio forte di alternativa per tutta l’America latina e per i popoli del mondo, per questo i media occidentali lo trattano come un nemico mortale, e per questo la possibilità di una minaccia militare nei confronti di Caracas è sempre presente. Ma ecco qualche dato su quello che ha fatto il “Presidente” nel corso della sua Rivoluzione Bolivariana, partendo dal presupposto che un dollaro equivale a 4.294 bolivares, e un euro a 5.230 bolivares. Chàvez si è fatto promotore di una legge organica  per la scienza e la tecnologia, stanziando oltre 1641 miliardi di bolivares per 7.723 ricercatori; ha ridotto la povertà familiare dal 43,9% al 26,7%(dati di Organismi internazionali  2011), e ha ridotto la povertà dal 17,1% del 1998 al 7% del 2011, e questo nonostante i danni inferti dal golpe del 2002. Ha aumentato gli stipendi degli insegnanti del 40% per 362.000 insegnanti, aumentando l’alfabetizzazione anche nelle campagne, ha aumentato gli stipendi generali e ha portato la disoccupazione dal 23% nel 2003 al 9,6% del 2012. Il governo di Chàvez ha anche offerto una istruzione gratuita a tutti i livelli, prevedendolo per Costituzione, e ha stanziato oltre 13.000 borse di studio da 500.000bolivares ciascuna. Sono state costruite oltre 20 missioni nazionali per promuovere salute, sicurezza, educazione, giustizia; è stata creata la Banca del popolo (pubblica) che concede crediti con bassi tassi di interesse per scopi sociali ed umani, e sono state create centinaia di cooperative per cominciare la transizione dal capitalismo a un sistema socialista. Ma non è finita qui, nel bilancio di dieci anni di Rivoluzione ci sono da annoverare anche la costruzione di oltre 600 centri di diagnostica per tutelare la salute dei cittadini, lo sganciamento del Venezuela da FMI e Banca mondiale, il blocco della privatizzazioni di settori strategici, come il petrolio, la crescita del Pil del Venezuela fino a oltre 50 trilioni di bolivares nel 2006, l’aumento della produzione petrolifera fino a 5,8 Ml di barili al giorno, la fine della fuga dei capitali e l’abolizione del latifondo. E questo per quanto riguarda la politica interna, per quanto riguarda la politica esterna invece Chàvez ha giocato un ruolo fondamentale nel far entrare Caracas nel Mercosur e soprattutto nel creare l’Alleanza Bolivariana d’America (ALBA) in contrasto con l’ALCA, programma imperialista promosso dagli Usa. Mediante un referendum popolare (1999, 71,8% dei consensi) è stata approvata la nuova Costituzione venezuelana che è una rifondazione democratica del Paese, fulcro delle realizzazioni politiche di questi anni. Attualmente il Venezuela ha scambi energetici e tecnologici con Cina, Siria, Malesia, Iran e molti altri paesi; inoltre intrattiene ottimi rapporti con tutti i BRICS e ha un canale preferenziale con Cuba.

domenica 6 gennaio 2013

DA VEDERE


The Cuban Wives racconta la tragica vicenda dei Cinque Cubani detenuti negli Stati Uniti dal 1998. Il loro crimine: il tentativo di proteggere il loro paese dagli attacchi terroristi di noti gruppi paramilitari provenienti da Miami, Florida. Perché i Cinque sono in carcere? Quale sarà il futuro dei rapporti cubano-americani? Il Presidente Obama può fare la differenza nella risoluzione del caso? Sono chiamati a rispondere personalità implicate nella vicenda e nelle relazioni tra i due stati.


CAMBIARE SI PU0'


FORZA CHAVEZ!



Primo post dell'anno nuovo, e il  primo augurio sincero  è per il Presidente HUGO CHAVEZ.
Alla faccia di tutti quelli che gli augurano di morire, spero fortemente che la sua salute migliori al più presto e che possa continuare il suo mandato con onestà e lealtà come in questi 14 anni da Presidente, eletto democraticamente, 14 anni nei quali ha portato alle classi più sfavorite del Venezuela la rivendicazioni dei loro diritti civili, la ridistribuzione delle ricchezze del paese e la partecipazione alla vita politica. Il governo Venezuelano insieme al governo Cubano dal 2004 hanno iniziato un progetto  umanitario chiamato Operazione Miracolo nel quale si aiutano quelle persone che non hanno risorse per poter essere curate o sostenere operazioni con problemi agli occhi, persone che vengono curate  gratuitamente da medici cubani che usufruiscono delle loro vacanze per curare i pazienti. Anche Chavez rientra "nel libro nero" degli Stati Uniti, perchè non favorisce la loro economia, soprattutto da quando ha deciso di intensificare il controllo dello Stato nella compagnia petrolifera .
FORZA CHAVEZ!