"La maggior parte della gente non si preoccupa di scoprire la verità, ma trova molto più facile accettare la prima storia che sente." Tucidide (406-397 a.c.)

"Odio gli indifferenti. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. L'indifferenza è il peso morto della storia. Vivo sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti." Antonio Gramsci 1917





mercoledì 30 ottobre 2013

NON NOMINARE IL NOME "DEL PAPA" INVANO...

Anche se non mi piace del tutto facebook, e avevo giurato che non mi sarei mai registrata, alla fine , piano piano, ho il mio profilo, ma solo per avere contatti con chi si occupa e si interessa di politica, mi piace sapere più opinioni possibili. Mi sono permessa di rispondere ad un "amico" (per modo di dire) in merito alla fotografia che  qui a lato ho pubblicato commentando "...e bisogna crederci solo perchè lo dice il Papa? solo balle!".
Bene, mi ha risposto con il messaggio privato dicendo che il commento non gli piaceva, che non era necessario andare contro senza motivo....poi dopo qualche giorno ha tolto il mio commento.
Ammettiamolo, mai nessun Papa ha avuto tanta pubblicità come Papa Francesco ed i contenuti che espone sono sempre gli stessi detti e ridetti da tanti altri papa....Quello che non sopporto è sentire questo buonismo falso, ipocrita, non c'è bisogno di essere cristiano, avere fede, o ascoltare tali discorsi per avere una COSCIENZA o avere buon senso. Ricordo che un giorno sul posto di lavoro, le mie colleghe imparano che sono atea...mamma mia, mi hanno affrontato arrabbiatissime manco fossi una terrorista, si sono agitate e non hanno accettato il mio "stato" anzi, la loro risposta fu "adesso ci pensiamo noi, ti facciamo cambiare idea". Questo è un altro esempio di come non si possa violare un sentimento, una verità personale, è come se queste persone fossero ferite nel proprio animo, come se solo loro avessero le risposte giuste e non accettano opinioni contrarie.
L'unico Papa che non faceva propaganda e voleva veramente dare una svolta nella Chiesa, a mio parere, è stato Papa Luciani che con i suoi soli 33 giorni di pontificato, in cui chiaramente era a favore all'uso della contraccezione, alla nascita delle moschee, alla formazione delle coppie di fatto,e la Chiesa doveva tornare povera, ha pagato cara la sua giusta libertà di pensiero con la morte, ...credo che l'abbiano ucciso!
Sono convinta che il ruolo di papa Francesco abbia una notevole importanza nella crisi economica e diventa un riferimento globale , un leader spirituale per dare speranza alle popolazioni sottomesse a quelle più povere, più ignoranti, si presenta come un protettore....li tiene sedati così che non possano insorgere in una "rivoluzione" per combattere il NUOVO ORDINE MONDIALE, che a mio parere è già iniziato, e credo che l'attuale crisi sia stata provocata e costruita al fine di demolire le strutture economiche, politiche mondiali proprio per arrivare ad avere un unico governo mondiale. L'entrata di Bergoglio, (non a caso ha scelto il nome di Francesco), tramite i suoi discorsi di speranza offre alla Chiesa Cattolica un'immagine diversa, migliore a livello mondiale, che permette alla Chiesa stessa di recuperare il potere.
E poi, non dimentichiamo il ruolo che Bergoglio ha avuto durante la dittatura argentina negli anni 70.
Papa Francesco, puoi dire tutto ciò che vuoi, ingannare i tuoi fedeli ma a me non fai alcun effetto!

domenica 8 settembre 2013

LE DUE FACCE DELL'UNDICI SETTEMBRE

11 SETTEMBRE 1973
GOLPE DI STATO DA PARTE DELLE FORZE MILITARI CILENE GUIDATE DAL COMANDATE DELL'ESERCITO, IL GENERALE PINOCHET, SOTTO LA PRESSIONE DEL CONSIGLIERE NAZIONALE DELLA SICUREZZA HENRY KISSINGER, COL  QUALE VIENE ATTUATO IL "PIANO CONDOR". E' STATO UN DURO ATTACCO ALLA DEMOCRAZIA.
Anche quest'anno, come al solito non sentiremo parlare, se non poche parole, i telegiornali, e leggeremo su pochi quotidiani del colpo di Stato effettuato in Cile 40 anni fa. Chissà perchè a pochi piace ricordare l'intervento degli Stati Uniti che ha rovesciato completamente un sistema socialista che stava funzionando molto bene, che ha ucciso, massacrato, torturato milioni di persone, insediando nel paese latino una dittatura atroce. Ma certo, gli Usa, è noto che da sempre combattono il socialismo, il comunismo perchè a loro fa paura l'uguaglianza, fa paura che ogni cittadino abbia gli stessi diritti e che sia il popolo ad avere il vero potere, quel potere riconosciuto e che voleva fosse effettuato il Presidente Allende. Inoltre, grazie ai documenti di Wikileaks, si è appreso come il Vaticano abbia collaborato con gli Usa appoggiando il colpo di Stato di Pinochet. "...si tratta del documento datato 18.10.1973 dove il segretario di Stato Vaticano sostituto, GIOVANNI BENELLI, espresse ai diplomatici statunitensi la sua grande preoccupazione e anche quella del Papa Paolo VI , sul successo della campagna internazionale della sinistra per falsificare completamente la realtà della situazione cilena..." (tratto dall'articolo del giornalista Josè Francisco Zuniga-Agencia Uno).Il verdetto della Corte d'Appello di Santiago del Cile nel quale viene dichiarato il suicidio di Allende nel Palacio de la Moneda, mette a tacere il dubbio di un possibile omicidio da parte dei traditori.
Per me l'unico11 settembre rimane  l'attentato alla VERA democrazia in Cile.
Gli attacchi dell'11 settembre 2001 negli Stai Uniti si è rivelato una farsa e mi meraviglio che ancora ci siano persone che credono a tutte le bugie fabbricate dagli stessi americani. Mi dispiace solo per le vittime innocenti che hanno pagato un prezzo molto alto per salvare la credibilità ed il potere di coloro che manipolano l'economia del mondo a loro piacimento.

sabato 29 giugno 2013



L'anno scorso ho avuto la gioia di assistere ad un incontro con la grande Margherita Hack.
Da oggi nel cielo brilla una stella in più. 





venerdì 7 giugno 2013






 Ho appena letto il libro L'ISOLA DEL SILENZIO di cui si è tanto parlato dopo "l'elezione" del nuovo Papa Francesco. Non c'è bisogno di commentare, le indagini e le ricerche compiute in 15 anni dal giornalista Verbitsky,... parlano da sole e si evince chiaramente il ruolo determinante della Chiesa argentina nella dittatura in Argentina, e il ruolo del Papa "buono" complice di quei massacri.

giovedì 16 maggio 2013

CHI HA PAURA DELL'OMOFOBIA

Mentre nel 2011 più o meno all'inizio di maggio, in Italia veniva bocciata la proposta di legge  sull'omofobia, a Cuba, nello stesso periodo,  la comunità LGBT non solo  manifestava con un corteo nella capitale e  a Santiago nel giorno mondiale contro la omofobia, ma organizzava un programma culturale ricco ed interessante affinchè ogni cittadino avesse il diritto al libero e responsabile orientamento sessuale e d'identità.  Mariela Castro Espin, (classe '62)figlia di Raul,  psicologa e presidentessa del Centro Nazionale di Educazione Sessuale di Cuba -CENESEX- , impegnata  nei diritti omosessuali, transessuali e nella lotta all'Aids,  guidava la manifestazione per porre fine all'omofobia del paese, anche se in questi ultimi anni la società cubana ha fatto notevoli progressi.  Mariela Castro ha iniziato una serie di incontri  per sviluppare un progetto di riforma del Codice di famiglia che prevede le unioni gay, sperando che diventi legge al più presto. Intanto un segnale di apertura la società cubana lo ha già dato lasciando la possibilità di praticare il cambio di sesso, in modo gratuito con la consegna all'istante del nuovo documento d'identità. E si stanno già celebrando i primi matrimoni. Allora, in quella manifestazione la Castro disse che: dobbiamo porre fine a tutte le discriminazioni e l'omofobia. Il socialismo rappresenta l'emancipazione per gli esseri umani.  Anche quest'anno, 11 maggio, all'Avana ha sfilato un enorme corteo facendo festa  per la  tolleranza, il rispetto e contro l'omofobia. In testa sempre Mariela Castro dicendo: l'angolo del focolare è amore, rispetto. Per una famiglia libera dall'omofobia e dalla  transfobia, questo è il messaggio che vorremmo trasmettere e privilegiamo questo  nucleo sociale è uno degli spazi più vulnerabili se si parla di diritti sessuali.
Come tanti paesi, per ignoranza,  credendo che gli
omosessuali  rappresentino un tabù, anche Cuba
ha avuto subito dopo il  periodo della Rivoluzione,  un atteggiamento chiuso nei loro confronti.  Nel 2002 viene proclamata la nuova Costituzione dove l'articolo 42 stabilisce che " ogni discriminazione causata da razza, sesso, colore della pelle, origini nazionali, credo religioso e qualsiasi altra causa lesiva della dignità umana, è punita  a norma di legge e che le istituzioni statali hanno il compito di educare tutti i cittadini al principio dell'uguaglianza d'ogni essere umano".

Una domanda spontanea: noi, italiani,
non è che ci facciamo superare anche in questo dai cubani!

martedì 14 maggio 2013



LETTERA A FIDEL CASTRO DAL DIRETTORE GENERALE DELLA FAO
Roma, 29 aprile 2013

Stimato Comandante:
Ho l'onore di rivolgermi a lei in qualità di Direttore Generale della Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e la Agricoltura (FAO), per  congratularmi sinceramente con lei e con tutto il popolo cubano per aver anticipatamente compiuto la meta prefissa dal Congresso Mondiale sull'Alimentazione, che si celebrò a Roma nel novembre 1996, che proponeva ridurre la metà di persone denutrite in ogni paese prima del 2015.
Come ben lei ricorda, ci onorò della sua presenza in questo Congresso e pronunciò un discorso breve ma di forte impatto che ancora rimane nella memoria collettiva della nostra Organizzazione.....Sono passati da allora 17 anni e adesso le comunico con grande soddisfazione che per decisione dei paesi membri  e per prima volta nella storia, la Conferenza della Fao, che si realizzerà il prossimo mese a giugno a Roma, farà il possibile nel rimuovere la fame come la meta numero uno della nostra Organizzazione. In questa occasione si farà u omaggio a Cuba e agli altri 15 paesi che hanno avuto il miglior risultato nel debellare la fame, e sono Armenia, Cile, Fiji, Georgia, Ghana, Arzebaiyan, Guayana, Nicaragua , Perù, Samoa, Santo Tomè e Principe, Tailandia, Uruguay, Venezuela, Vietnam.....
La saluta con grande stima e apprezzamento Josè Graziano da Silva.


domenica 12 maggio 2013

GUERRE, BOMBARDAMENTI E AGGRESSIONI MILITARI


E POI E' IL PAESE PIU' DEMOCRATICO, LIBERALE, TRASPARENTE,  ONESTO, ANTITERRORISTA.....!

SEMPRE ANTIAMERICANA E ANTIMPERIALISTA.

giovedì 2 maggio 2013

OGGI FACCIO SHOPPING:MI COMPRO UN'ARMA



 La riforma sulla legge delle armi negli Stati Uniti è stata bocciata dal Senato, perciò ogni cittadini potrà comprarsi la sua arma ed inoltre è stato respinto un controllo approfondito sui precedenti per chi la acquista.
Bene. Bravi. E voi sareste quelli a favore della Democrazia, No al Terrorismo, e poi piangete i morti causati da attentati  per opera di "persone normali", persone che non hanno mai commesso crimini, oppure piangete i bambini che vengono uccisi dai propri fratellini perchè dei genitori DEFICIENTI gli hanno regalato un'arma e gli insegnano ad usarla! Obama ha ritenuto vergognoso l'ostacolo posto dal Senato, ma dato che non comanda lui, il Presidente deve lasciare l'ultima parola alle LOBBY DELLE ARMI.
Ma che paese di merda!



mercoledì 1 maggio 2013

IL PRIMO MAGGIO NON SI SCORDA MAI!



Sono stanca di vedere immagini della FESTA del primo maggio dove viene dichiarata morta o dove si profilano commenti ad abbandonarla perchè non ha alcun senso visto la situazione economica nella quale il paese si trova. Tanti si chiedono perchè festeggiare il lavoro quando non c'è? Adesso più che mai dobbiamo mantenere viva la festività dei lavoratori proprio in rispetto alla dignità di coloro che hanno lottato per migliorare le condizioni lavorative, che hanno permesso il raggiungimento di diritti fondamentali per  apparire meno  schiavi di come siamo, DIRITTI, per i quali molti lavoratori e lavoratrici hanno dato e perso la vita, DIRITTI, per i quali noi dobbiamo continuare a lottare affinchè ci vengano restituiti perchè i LAVORATORI non sono solo MERCE, come sosteneva Marx!
BUON PRIMO MAGGIO A TUTTI E A TUTTE!

martedì 23 aprile 2013

PARTIGIANA REGGIANA



Sono orgogliosa di essere la nipote di due PARTIGIANI, i miei nonni AGIDE E ONEGLIA, nomi di battaglia Cìrel e Sonia, che con coraggio insieme ad altri partigiani hanno realizzato il desiderio e la speranza di una società nuova, verso la via del socialismo. I mie nonni mi hanno insegnato ad abbracciare l'uguaglianza, la solidarietà la dignità, ma più di ogni altra cosa era un dovere ricordarsi della Resistenza e di tutto coloro che avevano liberato l'Italia dal più devastante atto criminale compiuto nel nostro paese, cioè il fascismo. La storia è un motore sociale e culturale fondamentale per capire l'evoluzione della società. Chi ha avuto la possibilità di essere figlio o nipote di un partigiano, conserverà un patrimonio culturale, una finestra aperta alla verità storica, avrà la conoscenza di valori che la guerra di Liberazione, dei Partigiani, ha fatto sorgere, mentre le nuove generazioni hanno una scarsa informazione causata da un insegnamento scolastico superficiale e da coloro che vorrebbero cancellare dalla memoria questo evento importante che ha segnato l'inizio della democrazia. Bisogna insegnare e ripetere sempre quali erano i valori del fascismo, per capire come i Partigiani si siano uniti per liberarsi dagli orrori del nemico, avendo come interesse, l'interesse comune della comunità.
Il futuro della RESISTENZA sono i giovani che hanno il compito di valorizzare la parola "PARTIGIANO" perchè partigiani solo tutti coloro che lottano ogni giorno per le conquiste sociali e per difendere i diritti umani. E poter cantare "BELLA CIAO" per sempre.

martedì 16 aprile 2013

Naturalmente sono felicissima della vittoria di Maduro, anzi  ero convinta che voncesse. Naturalmente le critiche sono iniziate già con la percentuale di scarto che sarebbe stata minima ( se guardiamo le % dei paesi europei o negli Usa, risulta ancora più bassa), quasi il 2% che corrisponde a quasi 235.000 voti di differenza a favore di Maduro. Quella % che ha fatto infuriare il fascista oppositore Capriles, chiedendo subito il riconteggio dei voti perchè quello non poteva essere il  risultato finale. La recente vittoria di Capriles come governatore nello stato di Miranda risale  nel dicembre del 2002,  dove lo vide vincitore con solo 45.111 voti di differenza contro il bolivariano Elias Jaua. Ma in quell'occasione, non aveva dubbi sull'onestà del sistema elettorale!
Il CNE, Consiglio Nazionale Elettorale, ha proclamato ufficialmente ieri, lunedì, NICOLAS MADURO come Presidente del Venezuela, rifiutando le critiche del sistema elettorale del candidato oppositore. Anche le missioni internazionale di accompagnamento hanno riconosciuto il buon funzionamento del sistema elettorale. Capriles, sta già preparando un clima di disordine nel paese come quello provocato nel 2002 nel quale sfociò in un colpo di stato. Maduro, rivolgendosi al popolo venezuelano, risponde con la pace di fronte ai piani di destabilizzazione dell'opposizione. In una intervista a Prensa Latina ha detto: " Loro,(opposizione) cercheranno di fare uno sciopero generale, cercheranno dio bloccare le strade principali, chiederanno di marciare, per provocare feriti o morti, ma avranno la stessa sconfita come quella del 2002"

domenica 7 aprile 2013

ASPETTANDO IL 14 APRILE

Mancano solo sette giorni alle elezioni del nuovo presidente del Venezuela e come si evince dalle notizie, dai video proposti da TELESUR e da pochi organi informativi che noi in Italia non vedremo e non sentiremo mai, il popolo venezuelano è chiaramente schierato verso il socialismo del loro eterno leader Hugo Chavez, il quale successore sarà NICOLAS MADURO. Di questo ne sono convinta, il nuovo presidente sarà Maduro perchè il popolo venezuelano ha già dimostrato in  più   occasioni di essere compatto e pronto a lottare per ottenere e difendere i propri diritti. E' inutile ricordare come l'opposizione della destra tenti in tutti i modi e con ogni mezzo, di destabilizzare il paese ed è proprio notizia di ieri,  della denuncia del cancelliere del Venezuela Elias Jauà, che esiste un piano preciso della destra proveniente dal El Salvador, che mira  alla destabilizzazione durante le elezioni presidenziali.
Elias Jauà in una intervista a Telesur ha dichiarato che " Oggi  mi sono riunito come vicepresidente con i membri dell'intelligencia venezuelana e abbiamo elementi precisi che collegano i salvadoregni con membri e dirigenti dell'opposizione che si organizzano per provocare violenze nel nostro paese. Abbiamo filtrato delle conversazioni di gruppo della destra per includere mercenari del Centroamerica in attività di destabilizzazione nel paese". Il Ministro delle relazioni estere ha identificato in queste conversazioni due di questi gruppi.
FORZA MADURO!



"CHAVEZ VIVE, LA LUCHA SIGUE!"
"LO QUE QUIERAN FUTURO, VENGAN CON MADURO!"




venerdì 5 aprile 2013

Que Cuba haya desarrollado ya cuatro vacunas contra diferentes tipos de cáncer es sin duda una noticia importante para la Humanidad (1), si tenemos en cuenta que, según la Organización Mundial de la Salud, cada año mueren en el mundo, por esta enfermedad, cerca de 8 millones de personas (2).

FUENTE: http://www.tercerainformacion.es/spip.php?article46716
 — con Demetriomateo Gonzalesmojo,Ricardo Humberto Rocha VázquezJavier NavaDavid MagañaLirayen SalfateJareth Solis Miranda,Cristopher TorresRamona SeguraSonrisa Nueva VidaWolFman Ma-rElder Reyes Avalos e Victor Felipe Mardones Soto

venerdì 22 marzo 2013

"IL VERME" YOANI SANCHEZ


L' indipendente Yoani Sànchez ha dimostrato al Congresso nordamericano, ancora una volta, la sua totale dipendenza in rispetto a coloro che negli Stati uniti vogliono destituire la Rivoluzione Cubana, e a chi sono i suoi amici di Washington, i quali hanno già annunciato una risoluzione alla Camera dei Rappresentanti, per premiarla, ancora una volta. A Washington (per chi ancora non sapesse la storia di questa mercenaria viscida) da dove escono i soldi che le permettono di vivere da milionaria, è stata ricevuta nel Congresso nordamericano dal settore più estremista della destra cubano-americana e dai suoi alleati, e cioè da Ileana Ros-Lethinen, Mario Diaz-Balart, Joe Garcìa, Albio Sires, Debbie Wasserman Schultz, gli stessi che lottano ferocemente per mantenere l'embargo contro Cuba , che difendono e promuovono il terrorismo quando gli conviene (esempio Osama Bin Laden, no; Posada Carrilles, si) ed inltre hanno chiesto un intervento militare nell'isola per destituire la Rivoluzione. Yoani sta facendo un tour in alcuni paesi americani, dimostrando la sua incoerenza: dice di non essere una politica, e in questo caso sta difendendo la peggiore e più solitaria politica contro Cuba – il bloqueo è stato condannato all'Onu da cento paesi; dice che non è a favore del bloqueo ma si unisce ai suoi promotori; dice di non essere terrorista, e a quel Congresso la si vede con persone che appoggiarono il secuenstro del bambino Elian Gonzales e proteggono a Lui Posada Carrilles, il responsabile dell'esplosione di un aereo civile con 73 passeggeri a bordo. Non ci sorprende più niente. Chiederà ancora un altro intervento militare a Cuba , come suggerisce in uno dei suoi post, dove prognostica una notte dei lunghi coltelli?

Tradotto personalmente da yoanislandia .com 19 marzo 2013

Nella foto Yoani Sànchez, la mercenaria ed aggiungo donna di merda, coccolata dalla destra statunitense, sono le persone che ho menzionato sopra.

lunedì 11 marzo 2013

BRAVISSIMA FIORELLA E CONDIVIDO!

Voglio cercare di chiarire. 
Sono convinta anche io che Chavez sia stato un populista, folcroristico, retorico. Ma non dobbiamo MAI dimenticare che stiamo parlando del Latino America, non dobbiamo MAI dimenticare che non hanno la nostra stessa storia, perché io insisto perché si legga il libro di Eduardo Galeano "Le Vene Aperte dell'America Latina" non é che io sia una fissata, ma perché quella é la "Bibbia" dalla quale partire se si vuole capire anche e soprattutto i personaggi che l'hanno popolata. Noi abbiamo il brutto vizio di riportare tutto a noi Europei e occidentali, abbiamo la grande presunzione di ragionare da "Primo Mondo" e ci convinciamo che sia l'unico pensiero possibile, abbiamo nel nostro DNA la mentalitá di colonizzatori detentori del sapere. Quei popoli hanno una sofferenza antica, fatta di sangue e sfruttamento, di miseria, di anientamento della dignitá, sono popoli che hanno sofferto la sopraffazione, lo sterminio, il furto delle terre e della cultura, sono stati colonizzati, resi schiavi, deportati, milioni di esseri umani esclusi dalla vita, senza diritti, senza voce, analfabeti senza futuro. L'Europa prima e gli Stati Uniti in seguito, hanno sempre appoggiato i piú sanguinari dittatori l'Uruguay, il Paraguay, L'Argentina, il Brasile, Haiti ( forse la piú sfortunata) il Guatemala, la Colombia, il Messico, il Venezuela, il Chile, il Perú....ecc...ogni tentativo di ribellione é finita nel sangue, tanto sangue, troppo sangue. Zapata, Simon Bolivar ecc ecc... sono stati assassinati in modi talmente brutali da far innorridire le menti piú perverse. Le terre dell'America Latina sono intrise del sangue degli indios, degli Africani deportati, dei contadini, e ogni tentativo di ribellione é stata soffocata col terrore. Fatta eccezione di Cuba, nessuno era mai riuscito a cacciare queste sanguisughe, ed é per questo che la odiano tanto. É normale che un presidente con la faccia di un nativo indio, prende il potere e promette e agisce a difesa di quelle masse di diseredati, li aiuta a sentirsi degli esseri umani e non piú delle bestie da soma, gli ridá un pó di quella dignitá che per secoli gli era stata negata riesca a fari volere cosí bene. A noi sembra grottesco, populista ed esagerato e sicuramente il suo agire avrá anche dei lati oscuri , ma stiamo attenti a metterci su un podio e giudicare come se potessimo insegnare qualcosa, perché per parlare, dobiamo almeno avere la voglia di capire la storia di un mondo tanto distante da noi. Se l'America Latina oggi sta cercando di rendersi indipendente da chi l'a sempre sfruttata, derubata, depredata, senza lasciare niente altro che ingiustizia sociale, lo deve anche a quella faccia di indio populista, che ha cacciato il Fondo Monetario Internazionale che é la piú grande associazione a deliquere del pianeta e ha nazionalizzato il suo petrolio, dicendo basta allo sfruttamento Nord Americano. Non a caso tutti i presidenti sono andati a rendergli omaggio commossi. Ecco perché , come per Castro é vittima della piú grande domolizione mediatica occidentale. Poi possiamo criticare, discutere, non approvare, ma non si puó ragionare senza sapere. Ameno questo é il mio umile pensiero. Grazie a tutti quelli che sono intervenuti nella discussione con garbo ed educazione, anche se di diverse opinioni. Agli altri dico...non leggete, non serve.
FIORELLA MANNOIA

giovedì 7 marzo 2013

HASTA SIEMRE COMANDANTE!

Sono convinta che la scomparsa di Hugo Chavez rafforzerà ancora di più le idee di libertà, di uguaglianza, di indipendenza e di lotta del popolo venezuelano, il quale ieri ha perso il difensore della  loro patria e dell'America Latina. Così, come sono anche convinta che gli Stati Uniti  e altri paesi che non hanno mai appoggiato  e accettato la democrazia che è stata sviluppata passo dopo passo nella costruzione del socialismo, alimentino maggiormente l'effetto mediatico contro la costituzione venezuelana cercando di destabilizzare il paese. Sono due giorni che seguo in diretta su Telesur la commemorazione e l'omaggio ad Hugo Chavez con molta commozione ed emozione, ed è meraviglioso vedere l'amore del popolo venezuelano mentre rende l'ultimo saluto al loro Comandante. Alcune persone hanno criticato il mio dolore dicendomi che in fondo non mi riguardava, non devo stare male, non era il mio presidente e non sono venezuelana, ma solo chi ha dei forti e giusti  valori, solo chi parteggia per le cause dei più deboli e solo chi pensa che tutti abbiamo diritto alla dignità umana, può comprendere la tristezza della perdita di un grande uomo che ha lottato affinchè il suo popolo potesse godere dei diritti umani fondamentali che fino alla presidenza di Chavez, gli erano stati negati.




Ecco, con queste due immagini, l'amore del popolo venezuelano che accompagna il comandante Chavez nel suo ultimo viaggio.
CHAVEZ POR SIEMPRE!













martedì 19 febbraio 2013

LETTERA DI PAOLO FERRERO

Ai compagni e alle compagne di Rifondazione Comunista

Torino, 19/2/2013


Cari compagni e compagne, a pochi giorni dalle elezioni politiche vi
scrivo questa terza lettera.

Nel corso della campagna elettorale siamo riusciti ad affermare la
presenza di Rivoluzione Civile ed a guadagnare nei sondaggi una
percentuale che oscilla tra il 4,5 e il 5%. I sondaggi non pubblicati di
questi giorni confermano queste percentuali e ci parlano quindi della
possibilità di centrare l'obiettivo di entrare in parlamento.

A fronte di questa situazione positiva dobbiamo però far fronte a due
problemi, tra di loro intrecciati.

In primo luogo il nostro oscuramento. Come avete visto la censura nei
confronti dei Rivoluzione Civile è pressoché totale. Nelle trasmissioni
televisive e nei telegiornali siamo sostanzialmente cancellati. In
televisione sono presenti solo i partiti che sostengono il governo Monti
e le varie opposizioni populiste che limitandosi a protestare non gli
fanno paura. Con ogni evidenza le tendenze antidemocratiche non sono
patrimonio della sola destra berlusconiana ma fanno parte integrale del
bagaglio politico culturale del centro e del centro sinistra.

Il disegno è quello di cancellare la sinistra dallo scenario politico
italiano.

Questo oscuramento è tanto più pericoloso in quanto una cifra
ragguardevole di italiani (da cosa si capisce oltre il 20%) non ha
ancora deciso cosa votare e quindi deciderà se e cosa votare in questi
ultimi giorni, proprio mentre l'oscuramento sulla nostra lista è massimo.

Da questi due elementi risulta chiaro il perché di questa lettera:
occorre rompere il muro della censura!

Stiamo facendo proteste e denunce legali ma tutto questo lascerà più o
meno il tempo che trova. Ci daranno magari ragione tra due mesi ma nel
frattempo le elezioni ci saranno state. Occorre quindi muoversi prima
che sia troppo tardi: E' necessario aver ben chiaro che siamo solo a
metà della campagna elettorale. Abbiamo fatto la prima metà che ci ha
portato ad avere la possibilità di entrare in parlamento, adesso si
tratta di fare "l'ultimo miglio" per centrare l'obiettivo. Chiedo quindi
a tutti e tutte voi il massimo impegno possibile nei prossimi giorni,
sapendo che la campagna elettorale finisce lunedì alle 14, non prima.

Nel ringraziarvi per il grande lavoro fatto sin qui, vi chiedo ancora un
ultimo sforzo, ben sapendo che siete voi ad aver sostenuto il peso della
gran parte della campagna elettorale:

- Attivare tutta la rete delle vostre conoscenze, attaccandovi al
telefono, contattando amici, parenti e vicini. Nell'oscuramento dei
media dobbiamo "mettere al lavoro" la rete delle nostre relazioni,
mettere in gioco la nostra credibilità e la nostra faccia per far
conoscere e convincere e votare Rivoluzione Civile. E' un lavoro che
ognuno di noi può fare individualmente, che non chiede riunioni di
partito ma qualche ora di impegno personale: siamo in 40.000 iscritti a
Rifondazione Comunista, se ognuno di noi contatta 10 persone in questi
giorni, al di fuori della cerchia dei compagni e delle compagne, diamo
un contributo enorme alla certezza del risultato.

- Chi di voi naviga in rete la usi fino in fondo per far girare appelli,
denunciare la censura, veicolare le proposte politiche concrete per
motivare il voto a rivoluzione civile. Sostituiamo la nostra immagine
face book con il simbolo della lista, facciamo sapere a tutti e tutte
che anche se i TG non parlano di noi, noi ci siamo. Anche questa
attività non richiede riunioni ma un impegno individuale che può fare la
differenza e aggirare l'oscuramento.

Aggiungo un ultimo elemento politico: negli ultimi giorni si è fatta
particolarmente pesante la campagna sul voto utile portata avanti da PD
e SEL. Al di la delle ridicolaggini sul rischio che vinca Berlusconi
(nessun sondaggio lascia intravedere nemmeno lontanamente un risultato
simile) mi pare opportuno condividere tre riflessioni:

- In Primo luogo Berlusconi è stato resuscitato dal governo Monti e
quindi dalla scelta del PD di sostenerlo. Se si fosse andati al voto a
novembre del 2011 quando lo chiedevamo noi, Berlusconi non avrebbe preso
nemmeno i voti della sua famiglia.

- Quando il PD ci ha chiesto di non presentare le liste al Senato noi
abbiamo chiesto che il PD si impegnasse a non fare alleanze con Monti ma
a guardare a sinistra per determinare la prossima maggioranza. Il PD si
è rifiutato perché -- con ogni evidenza -- ha già l'accordo in tasca con
Monti sul prossimo governo del paese. Come dice Bersani, "anche se
avremo il 51% ci comporteremo come se avessimo il 49%". In pratica dopo
aver resuscitato la destra populista il PD adesso sceglie l'alleanza
strategica con la destra tecnocratica: un vero disastro. La campagna sul
voto utile non è quindi finalizzata ad avere un diverso governo del
paese ma a distruggere la sinistra. Veltroni lo fece 5 anni fa facendo
balenare la possibilità di vittoria, Bersani cerca di farlo oggi facendo
balenare la possibilità della sconfitta: in malafede ieri come oggi.

- Occorre quindi dire con chiarezza che non basta sconfiggere Berlusconi
ma che è necessario sconfiggere il berlusconismo e il neoliberismo.
Detto in altri termini, a chi è piaciuto Monti voti PD, chi ritiene che
Monti sia stato una catastrofe, ha bisogno di una sinistra degna di
questo nome, di rivoluzione civile.

Nel ringraziarvi ancora per il lavoro fatto e nella certezza che non
farete mancare il vostro impegno in questi ultimi 5 giorni,

saluti comunisti
Paolo Ferrero

domenica 10 febbraio 2013

OH RAGASSI....SON PAZZO...!



  
Dichiarazione di ieri di Antonio Ingroia:
"Credo che Bersani stia scherzando. Lo invito a chiudere una volta per tutte questo triste capitolo. Io non sono persona abituata a fraintendere, a scambiare un ragionamento con la proposta di un patto di desistenza. E soprattutto al colloquio, anzi ai diversi incontri che ho avuto a Roma col suo emissario, io c'ero, ero presente, Bersani invece no. Evidentemente non voleva metterci la faccia ma i suoi colleghi sono stati chiarissimi. Di certo Bersani fraintende se stesso quando dichiara che il voto al Pd e' l'unico utile per battere la destra e un attimo dopo annuncia l'alleanza con la destra del Professore. L'unico voto utile e' quello che batte la destra. Quindi quello dato a Rivoluzione civile"

sabato 26 gennaio 2013

CGIL??????

CGIL – FERRERO (PRC): «LA SEGRETERIA NAZIONALE CGIL NON VUOL FAR SAPERE AI SUOI ISCRITTI CHE INGROIA è L'UNICO CANDIDATO PREMIER CHE CONDIVIDE IL SUO PROGRAMMA»
Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, candidato nelle liste di Rivoluzione Civile, ha dichiarato:

«La scelta della segreteria nazionale della Cgil di invitare alla Conferenza di programma Bersani e Vendola, escludendo Ingroia, candidato Presidente per la lista Rivoluzione Civile, non ha precedenti nella storia della Cgil. Segna un collateralismo nei confronti del PD che non aiuta nè la sinistra nè la Cgil nè i lavoratori e le lavoratrici italiane. L'esclusione di Ingroia è tanto più incredibile perchè Rivoluzione Civile è l'unica che ha nel suo programma la contrarietà al Fiscal Compact, l'abolizione della riforma Fornero sulle pensioni, il ripristino dell'articolo 18 e la proposta di una tassa sui grandi patrimoni. Guarda caso proprio le proposte che avanza la Cgil. Forse il problema è proprio questo: la segreteria nazionale della CGIL non vuole far sapere ai suoi iscritti e iscritte che l'unico candidato presidente che condivide il programma della Cgil è proprio Ingroia».

25 gennaio 2013

mercoledì 23 gennaio 2013

ALAN GROSS


Alan Gross di professione destabilizzatore

Articolo scritto da ALESSANDRA RICCIO  23 gennaio 2013.

Qualche giorno fa sono stati divulgati dei documenti ufficiali nordamericani del National Security Archive che rivelano (se ce ne fosse ancora bisogno) che Washington opera contro il governo cubano con un programma di “democratizzazione” dell’isola attraverso una “attività operativa” che richiede “una discrezione continua” per portare a buon fine diversi “progetti di transizione”. Questi documenti sono stati esibiti durante la causa intentata da Alan Gross e da sua moglie contro la USAID e il Development Alternatives Inc. struttura alle cui dipendenze lavorava Gross durante la sua missione a Cuba del 2009, quando è stato arrestato per aver cercato di collocare in maniera clandestina attrezzature sofisticate di comunicazione. Development Alternatives Inc. è una dei principali contrattisti dell’USAID, l’Agenzia nordamericana collegata alla CIA che adesso è accusata dai Gross di non aver preparato, addestrato e protetto il loro agente durante la sua missione clandestina a Cuba.
Durante un incontro del 2008 fra la USAID e la DAI, è stato comunicato all’impresa contrattista che “la USAID non intende informare i cubani sul come e il perché hanno bisogno di una transizione democratica, ma che l’Agenzia vuole consegnare tecnologia e mezzi per produrre la scintilla che potrebbe giovare alla popolazione”, in altre parole un vero e proprio processo di destabilizzazione in un paese sovrano.
Un dirigente del DAI ha testimoniato in Tribunale che funzionari dell’USAID  hanno segnalato che il programma per Cuba presentava rischi soprattutto per “costruire la rete richiesta di promotori della democrazia e dei diritti umani a Cuba” (National Security Archive: <ahref=”http://www.gwu.edu/~nsarchiv/NSAEBB/NSAEBB411/”>www.gwu.edu/~nsarchiv/NSAEBB/NSAEBB411/).
Peter Kornbluh, del National Security Archive che si è incontrato nel 2012 a Cuba con il prigioniero Gross, aveva consigliato al governo Obama di negoziare e risolvere il caso Gross con le autorità cubane condividendo la preoccupazione della DAI “in quanto lo sviluppo della storia, in questo caso durante le more del giudizio, potrebbe creare rischi significativi per gli interessi della sicurezza nazionale, per la politica estera e per i diritti umani del governo degli Stati Uniti”.
L’avvocato Pertierra che si occupa dei rapporti fra Cuba e gli Stati Uniti, in un’intervista al quotidiano messicano “La Jornada” è sicuro che si è solo all’inizio di una serie di rivelazioni che dimostrano che Gross non era a Cuba solo per consegnare materiale elettronico alla comunità ebraica, ma aveva la missione di stabilire una rete alternativa di dissidenti funzionale agli interessi degli Stati Uniti, aveva, cioè, una missione destabilizzatrice.
Il caso Gross potrebbe servire per ottenere, finalmente, il ritorno in patria dei Cinque cubani i quali, contrariamente a Gross non avevano lo scopo di destabilizzare gli Stati Uniti, ma quello di evitare gli atti di terrorismo che dagli Stati Uniti continuano a mantenere inquieta la società cubana.

venerdì 18 gennaio 2013

LETTERA DI PAOLO FERRERO


                                          Roma, 16 gennaio 2013 
Cari compagne e compagne, vi scrivo per la seconda volta in poche
settimane. Lo faccio ed alla vigilia di una importante campagna
elettorale per cercare di riassumere il senso del nostro impegno in
RIVOLUZIONE CIVILE con Ingroia candidato presidente.Innanzitutto
considero un successo politico essere riusciti a dar vita a questa
lista autonoma dal PD. Erano anni che ci lavoravamo e ancora poche
settimane a molti fa pareva una impresa impossibile. Non solo, il
programma di questa lista, pur non raccogliendo completamente il
nostro programma, è buono. Vi sono le cose fondamentali che vanno
dette per disegnare una alternativa: dal no al fiscal compact e alla
Tav in avanti. Inoltre riamo riusciti a far accantonare
definitivamente l’idea di fare la desistenza al Senato nei confronti
del centro sinistra. Si sarebbe trattato di una scelta suicida che
avrebbe trasformato la lista ad una sorta di appendice minoritaria del
PD, priva di prospettiva e progetto politico. RIVOLUZIONE CIVILE  si
presenta quindi agli elettori come polo politico autonomo dal centro
sinistra, esattamente come noi volevamo.Com’è noto questa lista è il
frutto di un accordo tra 6 movimenti politici (Rifondazione Comunista,
PdCI, IdV, Verdi, Movimento arancione di de Magistris, Rete 2018 di
Orlando) e Antonio Ingroia che è il candidato presidente. Purtroppo le
vicende di Cambiare si può hanno impedito che questo processo fornisse
un contributo decisivo e positivo alla costruzione della lista. Così
tutto il percorso di partecipazione democratica avviato con le
assemblee di cambiare si può è rimasto privo di uno sbocco politico e
le dinamiche di costruzione delle liste – anche a causa della totale
mancanza di tempo - non hanno avuto passaggi di legittimazione
democratica. La stessa drammatica mancanza di tempo per far conoscere
la lista ci ha portato a scegliere di inserire il nome di Ingroia nel
simbolo, cosa che certo non corrisponde alla nostra cultura politica
ma che è indispensabile per rendere riconoscibile una lista appena
nata. Frutto di questo accordo è stata così la costruzione di liste in
cui la maggioranza degli eletti sarà espressione della società civile.
In questo quadro abbiamo candidato 10 compagni e compagne indicate
dalla Direzione Nazionale che hanno la possibilità di essere eletti a
seconda della percentuale che prenderà la lista. Con il 4% ci saranno
due eletti, con il 4,5 saranno 3 e così via aumentando. Oltre a questi
vi è un centinaio di altri compagni e compagne presenti nelle liste in
posizioni più arretrate. La prima cosa da sottolineare è quindi che il
voto che ognuno e ognuna  di voi esprimerà, non servirà solo ad
eleggere coloro che sono in lista nella vostra circoscrizione ma
servirà ad eleggere compagni e compagne che sono nelle altre
circoscrizioni. I voti infatti si sommano sul piano nazionale e solo
un risultato positivo in termini complessivi permetterà l’elezione dei
compagni e delle compagne indicati da Rifondazione. Questo è il punto
fondamentale da tener presente: ogni mancata partecipazione alla
campagna elettorale, in qualunque parte del paese, è un modo per
impedire al nostro partito di rientrare in parlamento, è un atto
contro rifondazione comunista e il suo progetto politico. La mancata
partecipazione alla campagna elettorale è un suicidio politico, non un
atto di protesta.Lo dico perché la formazione delle liste ha prodotto
grandi malumori, quasi tutti comprensibili ma mio parere quasi tutti
esagerati. Se si fa una lista con altri partiti e movimenti – scelta
decisa dal partito nella perfetta consapevolezza che questo fosse il
solo modo possibile per garantire la presenza in Parlamento delle
forze che si sono opposte a Monti e la nostra stessa rappresentanza –
è poi inutile lamentarsi del fatto che nella maggioranza delle teste
di lista non ci sono nostri compagni o che vi è il leader di un altro
partito capolista nella nostra circoscrizione. Se Ferrero è nella
testa di lista a Torino, di Pietro lo sarà a Milano. Non è pensabile
che i nostri ci siano e gli altri debbano scomparire.  La stessa cosa
vale per liste: essendo liste a maggioranza di società civile e quindi
per meno della metà composte da esponenti di partito, per forza di
cose i nostri compagni e compagne sono una piccola minoranza della
lista e non sempre saranno nella parte alta della lista. Così come è
successo agli altri.Il punto fondamentale allora non è di concentrare
la discussione sul fatto che nella circoscrizione in cui votiamo il
nostro sta al decimo o al ventesimo posto. Il punto fondamentale su
cui discutere è che il nostro voto è decisivo per portare in
parlamento un gruppo di deputati in opposizione alle destre e al
governo Monti Bersani e per eleggere i compagni e le compagne di
Rifondazione Comunista a prescindere da quale è la circoscrizione in
cui è candidato o candidata.In questo quadro, per il Senato - che ha
collegi a base regionale - in 4 situazioni il capolista di RIVOLUZIONE
CIVILE  è un compagno o una compagna di Rifondazione e che quindi può
essere eletto: Marino Andolini in Friuli Venezia Giulia, Giovanna
Capelli in Lombardia, Roberta Fantozzi in Toscana e Marco Gelmini in
Umbria.In questa lista – messa in piedi in poche settimane - vi sono
certo disomogeneità e un notevole pluralismo di culture e percorsi
politici. Rivoluzione Civile non è Syriza o il Fronte de Gauche.
Rivoluzione Civile è uno spazio politico che si colloca a sinistra del
PD, in cui noi siamo, con ogni evidenza, il partito più a sinistra.
Detto questo è bene evitare di gettare il bambino con l’acqua sporca:
il progetto di Rivoluzione Civile non è solo utile ma necessario ed è
il massimo che potevamo fare nelle condizioni date. Rivoluzione Civile
è un passo in avanti anche se non è – perlomeno non è ancora – la
costruzione di una forza unitaria della sinistra di alternativa.
Dobbiamo lavorare affinché questo processo avanzi e il modo migliore
per farlo oggi è quello di votare e far votare Rivoluzione Civile.
Come abbiamo visto dopo il 2008, dopo le sconfitte si raccolgono i
cocci. Dobbiamo far si che le elezioni del 24 febbraio 2013 con il
successo elettorale di Rivoluzione Civile siano un punto di partenza.
Per i comunisti e le comuniste , per la sinistra, per il movimento
operaio. Un caro saluto e buon lavoro Paolo Ferrero

mercoledì 9 gennaio 2013


Ho appena finito di leggere 
"Memorie di un'infamia"
della giornalista, scrittrice messicana LYDIA CACHO RIBEIRO
attivista dei diritti umani delle donne e dei bambini.
Racconta tutto ciò che ha dovuto subire dall'uscita del suo libro nel 2005
"Los demonios del Eden", 
nel quale  documenta fatti, accuse, denuncia uomini importanti e intoccabili fra questi anche politici, 
tutti coinvolti in un giro di prostituzione  e pornografia infantile. 
Ha  pagato la sua verità  perchè citata per diffamazione,
ha subito il carcere e ogni tipo di violenza, anche fisica, per difendere i diritti di queste bambine.
 Consiglio la lettura di questo libro che colpisce allo stomaco.






PERCHE' HUGO CHAVEZ DA FASTIDIO


Ho letto un articolo  sul Presidente Chavez  nel sito web del " TRIBUTO DEL POPOLO"  a cura dello scrittore Daniele Cardetta. Ha talmente spiegato  bene i risultati della politica di Chavez che  ho copiato e incollato il pezzo in questione.

I risultati di dieci anni di “Rivoluzione”-Da quando è salito al potere, nel 1998, Hugo Chàvez ha guidato il Venezuela favorendo i poveri e soprattutto firmando decine di decreti di espropriazione e nazionalizzazione. Anni fa Chàvez ha varato il suo “primo piano socialista” nello scettiscismo generale, e oggi è possibile trarre alcuni bilanci a riguardo. In anni di potere Chàvez ha ampliato e rafforzato il potere popolare, apportando significative migliorie ai diritti sociali e soprattutto al benessere dei più poveri, che sono la stragrande maggioranza del Paese. Anche per questo Chàvez ha guadagnato consensi crescenti tra i venezuelani, ma anche l’odio e l’inimicizia delle multinazionali imperialiste, colpite nei loro interessi in Venezuela dalla politica di sinistra del Presidente. E forse anche per questo Chàvez viene presentato così negativamente dai media, è responsabile di aver reso il Venezuela un luogo dove per le multinazionali fare affari è diventato tremendamente difficile. Il Venezuela, come Cuba ed altri Paesi socialisti (o non imperialisti), è un esempio forte di alternativa per tutta l’America latina e per i popoli del mondo, per questo i media occidentali lo trattano come un nemico mortale, e per questo la possibilità di una minaccia militare nei confronti di Caracas è sempre presente. Ma ecco qualche dato su quello che ha fatto il “Presidente” nel corso della sua Rivoluzione Bolivariana, partendo dal presupposto che un dollaro equivale a 4.294 bolivares, e un euro a 5.230 bolivares. Chàvez si è fatto promotore di una legge organica  per la scienza e la tecnologia, stanziando oltre 1641 miliardi di bolivares per 7.723 ricercatori; ha ridotto la povertà familiare dal 43,9% al 26,7%(dati di Organismi internazionali  2011), e ha ridotto la povertà dal 17,1% del 1998 al 7% del 2011, e questo nonostante i danni inferti dal golpe del 2002. Ha aumentato gli stipendi degli insegnanti del 40% per 362.000 insegnanti, aumentando l’alfabetizzazione anche nelle campagne, ha aumentato gli stipendi generali e ha portato la disoccupazione dal 23% nel 2003 al 9,6% del 2012. Il governo di Chàvez ha anche offerto una istruzione gratuita a tutti i livelli, prevedendolo per Costituzione, e ha stanziato oltre 13.000 borse di studio da 500.000bolivares ciascuna. Sono state costruite oltre 20 missioni nazionali per promuovere salute, sicurezza, educazione, giustizia; è stata creata la Banca del popolo (pubblica) che concede crediti con bassi tassi di interesse per scopi sociali ed umani, e sono state create centinaia di cooperative per cominciare la transizione dal capitalismo a un sistema socialista. Ma non è finita qui, nel bilancio di dieci anni di Rivoluzione ci sono da annoverare anche la costruzione di oltre 600 centri di diagnostica per tutelare la salute dei cittadini, lo sganciamento del Venezuela da FMI e Banca mondiale, il blocco della privatizzazioni di settori strategici, come il petrolio, la crescita del Pil del Venezuela fino a oltre 50 trilioni di bolivares nel 2006, l’aumento della produzione petrolifera fino a 5,8 Ml di barili al giorno, la fine della fuga dei capitali e l’abolizione del latifondo. E questo per quanto riguarda la politica interna, per quanto riguarda la politica esterna invece Chàvez ha giocato un ruolo fondamentale nel far entrare Caracas nel Mercosur e soprattutto nel creare l’Alleanza Bolivariana d’America (ALBA) in contrasto con l’ALCA, programma imperialista promosso dagli Usa. Mediante un referendum popolare (1999, 71,8% dei consensi) è stata approvata la nuova Costituzione venezuelana che è una rifondazione democratica del Paese, fulcro delle realizzazioni politiche di questi anni. Attualmente il Venezuela ha scambi energetici e tecnologici con Cina, Siria, Malesia, Iran e molti altri paesi; inoltre intrattiene ottimi rapporti con tutti i BRICS e ha un canale preferenziale con Cuba.

domenica 6 gennaio 2013

DA VEDERE


The Cuban Wives racconta la tragica vicenda dei Cinque Cubani detenuti negli Stati Uniti dal 1998. Il loro crimine: il tentativo di proteggere il loro paese dagli attacchi terroristi di noti gruppi paramilitari provenienti da Miami, Florida. Perché i Cinque sono in carcere? Quale sarà il futuro dei rapporti cubano-americani? Il Presidente Obama può fare la differenza nella risoluzione del caso? Sono chiamati a rispondere personalità implicate nella vicenda e nelle relazioni tra i due stati.