"La maggior parte della gente non si preoccupa di scoprire la verità, ma trova molto più facile accettare la prima storia che sente." Tucidide (406-397 a.c.)

"Odio gli indifferenti. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. L'indifferenza è il peso morto della storia. Vivo sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti." Antonio Gramsci 1917





giovedì 22 marzo 2012

IL MIO VIAGGIO IN CHIAPAS

ACTEAL

OVENTIC
 Nel 2006 ho potuto realizzare un viaggio pensato da tempo, in Chiapas, Messico, incuriosita e interessata alla sfera politica di quel paese, allora di grande attualità per gli avvenimenti che stavano accadendo. Ho voluto allargare la mia conoscenza e vivere, se pur per pochi giorni, a  stretto contatto con le popolazioni indigene, cercando quei valori morali e il calore della solidarietà all'interno delle comunità, nei quali (valori) mi riconosco. Per fortuna esistono ancora uomini e donne che non hanno smesso di credere che un altro mondo è possibile. Mi sono appassionata alla causa degli Zapatisti, indigeni stanchi di essere sfruttati dai potenti, che guidati dal Sub Comandante MARCOS, si sono organizzati una quindicina di anni fa per difendere i loro diritti umani lottando per una vera giustizia. La maggior concentrazione di Zapatisti, si trova nello stato del Chiapas, nel sud del Messico, testimone di tante lotte e versamenti di sangue tra la loro organizzazione e il governo (soprattutto paramilitari i quali fanno il lavoro sporco per il governo), quest'ultimo pronto ad accogliere le loro richieste con i fucili in mano, saccheggiando ed incendiando i villaggi, dopo che erano stati approvati accordi  per migliorare le condizioni di vita degli indigeni e mai rispettati dal governo stesso. E' stato facile amare la causa zapatista, uomini e donne che con tanto coraggio hanno lottato (e tutt'ora) per "convalidare" il diritto alla vita, in un paese che non li considera persone, quelle persone i cui antenati sono stati i primi cittadini messicani. Perciò, sono partita con un gruppo di dieci persone per un viaggio politico-culturale-sociale, di turismo responsabile, ovvero contribuire e sostenere l'economia dei popoli indigeni e per conoscere meglio la loro organizzazione. Dopo i primi tre giorni nello stato dello Yucatan dopo aver visitato le famose rovine Maya e Tolteche di Chitzen-itza e apprezzati spazi di natura incontaminata, raggiungiamo il Chiapas destinazione San Cristobal de las Casas, un'incantevole città coloniale. E' un'emozione vedere l'immensa piazza (zocalo) nella quale si affaccia il Municipio dal quale è partita la rivolta Zapatista occupandone il palazzo.Si avverte immediatamente il primo impatto che trasmettono le persone: tranquille, discrete, non disturbano i turisti ed è interessante anche il contrario di ciò che si vede, e cioè  cittadini che  conservano la propria origine e tradizione vivendo in un contesto super moderno all'insegna del capitalismo. Ma nell'entroterra, nei villaggi dove 
OVENTIC
vivono gli indigeni, non esiste la stessa "struttura economica". Ciò che mi ha fatto rimanere a bocca aperta è stata la visione di tanti poster pubblicitari elettorali di alcuni politici e quelli della Coca Cola. Ma come, la Coca Cola anche qua? Domanda spontanea: il governo rifiuta questi essere inutili perchè non servono e sono un peso per la società, vivono solo grazie alle proprie fatiche, nei loro villaggi non arriva l'acqua e nemmeno il latte per i bambini, non ricevono nessun aiuto....però la Coca Cola arriva dappertutto, persino in quei villaggi nascosti e difficili da raggiungere. E' pazzesco!!! E la vera pazzia è che gli indigeni sono costretti a bere questa schifezza perchè nei loro piccoli negozi arriva solo quello e altri prodotti made in coca cola.
All'interno di un grazioso circolo culturale abbiamo assistito ad un incontro interessante tenuto dai giornalisti di Narconews, che a loro spese e correndo un rischio altissimo hanno proiettato un loro filmato  di rappresaglie violente, spargimenti di sangue, da parte della polizia e dei paramilitari, svoltosi nella città di Oaxaca, dove la popolazione manifestava pacificamente per rivendicare i propri diritti. Ma non occorre manifestare o protestare  per far sì che il governo dia ordini di sparare sulla folla, è sufficiente, per i paramilitari, entrare in qualsiasi villaggio indigeno, avere il sospetto che la comunità dia l'appoggio all'Esercito Zapatista e in un attimo tutto il villaggio viene bruciato. L'unica arma disponibile per questi indigeni è la fede. Naturalmente dove c'è più povertà il sentimento religioso è più forte, ed è curioso (per me che sono atea) come affidino la speranza nelle mani della provvidenza, sicuri che il loro destino dipenda da essere superiori invisibili o nell'accendere una candela  attuando riti sacri. La contraddizione è che, nonostante il livello culturale basso, da una parte comprendono e combattono la vita reale reagendo alle sue leggi ingiuste imposte da coloro che li privano della loro libertà e del diritto di essere persone, dall'altra, sentono il bisogno di protezione, di aggrapparsi alla fede per avere una speranza in più. Un altro incontro interessante si è svolto nel Centro Investigativo Ceipac, nell'apprendere le varie cause che hanno provocato i conflitti politici ed economici in tutto il mondo, colpendo soprattutto i paesi più e già poveri. Tutto ciò genera povertà e gli Zapatisti hanno detto YA BASTA!  Dato che per il governo sono invisibili (per questo Marcos ed altri usano il passamontagna, perchè  non hanno un volto), gli Zapatisti si sono proclamati autonomi, proclamando i Municipi Autonomi e nella città di Oventic si riunisce la Junta del Buen Govierno, rappresentato da un "tot" di cittadini (che dovranno governare), di tutti i Municipi Atonomi, i quali cittadini, a rotazione, vengono eletti per pochi mesi così da evitare la corruzione. Le varie comunità applicano le leggi secondo le loro usanze.
Lo scopo del viaggio è stato raggiunto all'80% poichè non è stato possibile sviluppare profondamente la sfera politica negli incontri mancati dei Caracoles (Municipi) con gli Zapatisti, che per motivi di sicurezza hanno dovuto chiuderli per "allerta rossa". (come nella foto sopra). Vorrei avere un'altra occasione per conoscere ancora meglio questo paese ricco di storia, di corruzione, di brogli elettorali, di assassinii, un paese che lascia scolpito nel cuore e nella memoria un pezzo di vita capace di far scuotere le nostre coscienze chiedendoci fin dove la malvagità dell'uomo potrà arrivare per raggiungere il potere assoluto  distruggendo i propri simili, e fin dove la speranza umana degli uomini oppressi, già segnati da un destino di morte, potrà resistere per  salvare la propria dignità, il rispetto, ed essere riconosciuta una civiltà di diritti uguali per tutti gli esseri umani.

 HASTA PRONTO MEJICO!
                                 
PLAYA CANCREJO

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