"La maggior parte della gente non si preoccupa di scoprire la verità, ma trova molto più facile accettare la prima storia che sente." Tucidide (406-397 a.c.)

"Odio gli indifferenti. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. L'indifferenza è il peso morto della storia. Vivo sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti." Antonio Gramsci 1917





sabato 31 marzo 2012

L'8 PER MILLE


Ogni anno, nel compilare la dichiarazione dei redditi, mi sale il sangue alla testa (come si suol dire) nel momento in cui devo apporre la mia firma nella scelta dell'otto per mille. E' una legge, pertanto si è obbligati ad effettuare il contributo, contro il malcontento di molti cittadini, dato che non è come appare e per altri motivi. Il video, alla fine del post, spiega esattamente il meccanismo di ripartizione.
La maggioranza di noi cittadini sa che Craxi, lo storico amico del nano, ha stabilito un nuovo concordato nel 1984 che introduce la distribuzione in percentuale del gettito totale dell'Irpef. Le preferenze sono sette e personalmente io appongo la firma nella casella che ritengo la meno peggio, cioè alla Chiesa Valdese. Credo che dovremmo essere NOI cittadini a decidere se accettare e continuare con questa legge, perchè tante persone come me, atee, le quali no credono e non vorrebbero il potere della Chiesa,potrebbero e vorrebbero destinare questa percentuali a favore di enti che veramente hanno bisogno, e dato che la fede è PERSONALE , ogni "uomo di Dio"  può devolvere a sua scelta tutte le donazioni che vuole, alla Chiesa che preferisce.
Se si studiasse veramente la storia delle religioni, si capirebbe il perchè esse siano nate nei vari contesti storici, si capirebbe l'importanza della scrittura di testi sacri per salvare il popolo ebraico, e l'importanza del potere che il clero, la Chiesa, il Vaticano (quello che volete), ha dovuto e deve tutt'ora mantenere...per dire, e mi spingo oltre la mia buona educazione,
 che la Chiesa non si meriterebbe un bel niente!!!!!!

BUONA VISIONE.


sabato 24 marzo 2012

ACCADEVA OGGI.....

 Oggi 24 marzo vorrei ricordare due date importanti.

24 marzo 1944 FOSSE ARDEATINE vengono uccise più di 300 persone dalle truppe di occupazione germanica naziste in seguito ad un attacco partigiano contro le medesime.
24 marzo 1980 SAN SALVADOR  
l'arcivescovo Oscar Romero viene assassinato da un cecchino durante la celebrazione della messa, colpevole di essere contro il governo e di difendere i poveri.

giovedì 22 marzo 2012

IL MIO VIAGGIO IN CHIAPAS

ACTEAL

OVENTIC
 Nel 2006 ho potuto realizzare un viaggio pensato da tempo, in Chiapas, Messico, incuriosita e interessata alla sfera politica di quel paese, allora di grande attualità per gli avvenimenti che stavano accadendo. Ho voluto allargare la mia conoscenza e vivere, se pur per pochi giorni, a  stretto contatto con le popolazioni indigene, cercando quei valori morali e il calore della solidarietà all'interno delle comunità, nei quali (valori) mi riconosco. Per fortuna esistono ancora uomini e donne che non hanno smesso di credere che un altro mondo è possibile. Mi sono appassionata alla causa degli Zapatisti, indigeni stanchi di essere sfruttati dai potenti, che guidati dal Sub Comandante MARCOS, si sono organizzati una quindicina di anni fa per difendere i loro diritti umani lottando per una vera giustizia. La maggior concentrazione di Zapatisti, si trova nello stato del Chiapas, nel sud del Messico, testimone di tante lotte e versamenti di sangue tra la loro organizzazione e il governo (soprattutto paramilitari i quali fanno il lavoro sporco per il governo), quest'ultimo pronto ad accogliere le loro richieste con i fucili in mano, saccheggiando ed incendiando i villaggi, dopo che erano stati approvati accordi  per migliorare le condizioni di vita degli indigeni e mai rispettati dal governo stesso. E' stato facile amare la causa zapatista, uomini e donne che con tanto coraggio hanno lottato (e tutt'ora) per "convalidare" il diritto alla vita, in un paese che non li considera persone, quelle persone i cui antenati sono stati i primi cittadini messicani. Perciò, sono partita con un gruppo di dieci persone per un viaggio politico-culturale-sociale, di turismo responsabile, ovvero contribuire e sostenere l'economia dei popoli indigeni e per conoscere meglio la loro organizzazione. Dopo i primi tre giorni nello stato dello Yucatan dopo aver visitato le famose rovine Maya e Tolteche di Chitzen-itza e apprezzati spazi di natura incontaminata, raggiungiamo il Chiapas destinazione San Cristobal de las Casas, un'incantevole città coloniale. E' un'emozione vedere l'immensa piazza (zocalo) nella quale si affaccia il Municipio dal quale è partita la rivolta Zapatista occupandone il palazzo.Si avverte immediatamente il primo impatto che trasmettono le persone: tranquille, discrete, non disturbano i turisti ed è interessante anche il contrario di ciò che si vede, e cioè  cittadini che  conservano la propria origine e tradizione vivendo in un contesto super moderno all'insegna del capitalismo. Ma nell'entroterra, nei villaggi dove 
OVENTIC
vivono gli indigeni, non esiste la stessa "struttura economica". Ciò che mi ha fatto rimanere a bocca aperta è stata la visione di tanti poster pubblicitari elettorali di alcuni politici e quelli della Coca Cola. Ma come, la Coca Cola anche qua? Domanda spontanea: il governo rifiuta questi essere inutili perchè non servono e sono un peso per la società, vivono solo grazie alle proprie fatiche, nei loro villaggi non arriva l'acqua e nemmeno il latte per i bambini, non ricevono nessun aiuto....però la Coca Cola arriva dappertutto, persino in quei villaggi nascosti e difficili da raggiungere. E' pazzesco!!! E la vera pazzia è che gli indigeni sono costretti a bere questa schifezza perchè nei loro piccoli negozi arriva solo quello e altri prodotti made in coca cola.
All'interno di un grazioso circolo culturale abbiamo assistito ad un incontro interessante tenuto dai giornalisti di Narconews, che a loro spese e correndo un rischio altissimo hanno proiettato un loro filmato  di rappresaglie violente, spargimenti di sangue, da parte della polizia e dei paramilitari, svoltosi nella città di Oaxaca, dove la popolazione manifestava pacificamente per rivendicare i propri diritti. Ma non occorre manifestare o protestare  per far sì che il governo dia ordini di sparare sulla folla, è sufficiente, per i paramilitari, entrare in qualsiasi villaggio indigeno, avere il sospetto che la comunità dia l'appoggio all'Esercito Zapatista e in un attimo tutto il villaggio viene bruciato. L'unica arma disponibile per questi indigeni è la fede. Naturalmente dove c'è più povertà il sentimento religioso è più forte, ed è curioso (per me che sono atea) come affidino la speranza nelle mani della provvidenza, sicuri che il loro destino dipenda da essere superiori invisibili o nell'accendere una candela  attuando riti sacri. La contraddizione è che, nonostante il livello culturale basso, da una parte comprendono e combattono la vita reale reagendo alle sue leggi ingiuste imposte da coloro che li privano della loro libertà e del diritto di essere persone, dall'altra, sentono il bisogno di protezione, di aggrapparsi alla fede per avere una speranza in più. Un altro incontro interessante si è svolto nel Centro Investigativo Ceipac, nell'apprendere le varie cause che hanno provocato i conflitti politici ed economici in tutto il mondo, colpendo soprattutto i paesi più e già poveri. Tutto ciò genera povertà e gli Zapatisti hanno detto YA BASTA!  Dato che per il governo sono invisibili (per questo Marcos ed altri usano il passamontagna, perchè  non hanno un volto), gli Zapatisti si sono proclamati autonomi, proclamando i Municipi Autonomi e nella città di Oventic si riunisce la Junta del Buen Govierno, rappresentato da un "tot" di cittadini (che dovranno governare), di tutti i Municipi Atonomi, i quali cittadini, a rotazione, vengono eletti per pochi mesi così da evitare la corruzione. Le varie comunità applicano le leggi secondo le loro usanze.
Lo scopo del viaggio è stato raggiunto all'80% poichè non è stato possibile sviluppare profondamente la sfera politica negli incontri mancati dei Caracoles (Municipi) con gli Zapatisti, che per motivi di sicurezza hanno dovuto chiuderli per "allerta rossa". (come nella foto sopra). Vorrei avere un'altra occasione per conoscere ancora meglio questo paese ricco di storia, di corruzione, di brogli elettorali, di assassinii, un paese che lascia scolpito nel cuore e nella memoria un pezzo di vita capace di far scuotere le nostre coscienze chiedendoci fin dove la malvagità dell'uomo potrà arrivare per raggiungere il potere assoluto  distruggendo i propri simili, e fin dove la speranza umana degli uomini oppressi, già segnati da un destino di morte, potrà resistere per  salvare la propria dignità, il rispetto, ed essere riconosciuta una civiltà di diritti uguali per tutti gli esseri umani.

 HASTA PRONTO MEJICO!
                                 
PLAYA CANCREJO

domenica 18 marzo 2012

IN RICORDO DI ILARIA ALPI

18 anni  fa (20 marzo 1994)  venne uccisa a Mogadisco in Somalia, la giornalista del TG3  ILARIA ALPI  insieme al suo operatore MIRAN  HROVATIN , per  aver indagato su un traffico d'armi e di rifiuti tossici correlati tra loro e scoperto il coinvolgimento del'esercito e delle istituzioni italiane. Ho condiviso questi tre video per ricordare il complotto e le falsità  espresse durate le indagini.
                                      

LA MERCENARIA CUBANA YOANI SANCHEZ

ESTA  MUJER  ES  UNA  MIERDA!!!!!!!!!!

Val di Susa, due giorni prima dell'inferno

martedì 6 marzo 2012

OTTO MARZO

Non sopporto quelle donne, fra qui le mie colleghe di lavoro, che vogliono festeggiare la festa della donna entusiaste di uscire a cena, terminare la serata in un locale da ballo, magari assistendo ad uno squallido
spogliarello, perchè dicono che è la loro festa, che possono permettersi di fare ciò che vogliono. Come se esistesse solo quel giorno per fare "baracca". Poverette!!!...la tristezza è che se si chiede a queste donne il significato dell'8 marzo, non sanno cosa rispondere, e se le informi  sull'origine della GIORNATA DELLA DONNA perchè di questo si tratta, risponderanno che a loro non importa di ciò  che  successe nel 1908 a New York, in una industria tessile dove vennero bloccate le porte della fabbrica nella quale  trovarono la morte causata da un incendio, più di cento operaie che scioperavano  da parecchi giorni , come forma di protesta  per ottenere condizioni di lavoro migliori. 
L'8 marzo per me non è una festa, ma un ricorrenza che ci ricorda le conquiste sociali  delle donne, le loro battaglie coraggiose e allo stesso tempo anche violenza e discriminazione che purtroppo  in questo mondo "progressista" esistono ancora. 

domenica 4 marzo 2012

NO TAV

Tanto si è discusso e criticato a favore della NO TAV. Io, in poche parole, voglio esprimere il mio dissenso per l'opera che vogliono fare a tutti i costi e  la mia solidarietà ai cittadini del territorio espropriato, felice di sapere che Luca Abbà sia fuori pericolo. A tal proposito, dopo essere stato criticato per il gesto estremo compiuto dicendo che in fondo se la è cercata,, ....che ha agito da incosciente,.... dopo aver ascoltato i due giornalisti de La Zanzara  attaccare nella loro trasmissione radiofonica con arroganza l'intervento di  Paolo Ferrero, deridendolo per la messa in sicurezza di Abbà " ...non mi dica che  i carabinieri dovevano intervenire mettendo un materassino sotto di lui?....",... e dopo aver ascoltato da anni sempre la solita frase "che l'opera è importante per il progresso",...purtroppo nessuno ( solo la trasmissione SERVIZIO PUBBLICO)  ha segnalato il perchè di questo gesto estremo a tal punto da rischiare la morte.  Luca Abbà stava difendendo il suo pezzo di terra, la sua vita, il suo guadagno che gli permette di vivere, e...per la messa in sicurezza, quelli della Zanzara dovrebbero informarsi meglio, perchè è proprio con il "materassino" o qualsiasi protezione simile, che si interviene in casi come questo, perciò il poliziotto ha sbagliato a inseguirlo, doveva invece chiamare l'intervento dei pompieri, perchè di loro competenza.


Voglio aggiungere un commento inviato da un amico tramite mail.

COMMENTO di Paolo Beni, Ugo Mattei, Livio Pepino
GRANDI OPERE, 
Cinque domande sulla Tav 
 
Siamo tra i sottoscrittori dell'appello finalizzato ad evitare, in Val Susa, soluzioni militari contro il movimento No Tav. L'appello non è stato accolto e ha vinto, momentaneamente, la forza. Hanno vinto il partito degli affari, un governo agonizzante e la lobby del cemento del Partito democratico torinese. Ma la partita non finisce qui. Anzi, l'improvvido intervento di polizia avrà un effetto boomerang determinando ulteriori mobilitazioni (come dimostrano le adesioni al nostro appello).
Il movimento No Tav continuerà - non ci sono dubbi - a fare la sua parte con la costanza e l'intelligenza politica che lo hanno caratterizzato in oltre venti anni. Ma crescerà, al suo fianco, l'impegno delle donne e degli uomini che, costruendo il successo referendario, hanno affermato la centralità del bene comune contro gli interessi di pochi.
Da oggi incalzeremo, in tutte le sedi possibili, i sostenitori della nuova linea ferroviaria con alcune domande, sfidandoli a quel confronto pubblico con il movimento No Tav che hanno sempre evitato (nascondendosi dietro slogan e luoghi comuni). Le domande sono queste:
1. La linea ferroviaria ad alta capacità Torino-Lione servirà - si dice - ad assicurare che l'Italia non sia tagliata fuori dall'Europa nel trasporto delle merci. Ora, è vero o non è vero che l'attuale linea internazionale a doppio binario, che corre nella valle utilizzando il traforo del Frejus, è tuttora perfettamente operativa e utilizzata al di sotto del 30% delle sue potenzialità? Ed è vero o non è vero che negli ultimi anni il traffico merci lungo l'asse Francia-Italia è in calo costante? In forza di quali previsioni si ritiene che questo trend sia destinato a subire una inversione nei prossimi anni? E perché non potenziare la linea esistente (la cui minore velocità non è certo decisiva per il trasporto di merci), rinegoziando, come altri Paesi hanno fatto, i possibili contributi europei?
2. I costi della nuova linea ferroviaria sono stimati in 16-17 miliardi di euro, da impiegare nei prossimi dieci anni, e il famoso contributo europeo è una parte minima. Ora, anche a prescindere dal fatto che non c'è grande opera nel nostro Paese i cui costi non siano lievitati strada facendo, la questione è ineludibile: in tempi di grave crisi economica dove si pensa di trovare quei fondi? Forse con ulteriori tagli a scuola, salute, assistenza? Impiegare gli attuali finanziamenti europei per un cunicolo preparatorio (di oltre 7 chilometri: sic!) non è irresponsabile se non si hanno certezze in ordine all'opera finale?
3. La linea ferroviaria ad alta capacità consentirà - si afferma - uno spostamento del traffico merci dalla gomma alla rotaia, notoriamente meno inquinante. Il confronto tra trasporto stradale e trasporto ferroviario è, in astratto, condivisibile, ma vale tra reti già esistenti o di agevole costruzione. Siamo proprio sicuri, invece che la realizzazione un'opera colossale, con oltre 70 chilometri complessivi di gallerie, dieci anni (se va bene) di lavori e di cantieri, un numero incalcolabile di viaggi di camion, enormi materiali di scavo (ricchi di uranio e di altre sostanze nocive) da smaltire e il corrispondente consumo di energia non finirebbero per vanificare i vantaggi del trasferimento (per di più ipotetico) dal trasporto stradale a quello ferroviario?
4. La costruzione della «grande opera» - si continua - darà lavoro e benessere alla valle e a tutta l'area circostante. Ma ne siamo davvero sicuri? Non si era detto altrettanto per l'Olimpiade invernale del 2006 che ha interessato la stessa valle? Non dubitiamo della necessità di interventi diretti a incentivare l'occupazione, ma non sarebbe più utile cominciare dal risanamento del territorio, dalla messa a punto delle risorse idriche, dalla tutela del patrimonio artistico? E siamo certi che progetti del genere non avrebbero adeguato sostegno a livello europeo?
5. Da quando si è cominciato a parlare della ferrovia ampi settori della popolazione locale (e i loro rappresentanti, i sindaci) hanno chiesto confronti pubblici e predisposto, con l'aiuto di tecnici di livello internazionale, proposte alternative. Ora, è vero o non è vero che questo confronto è stato eluso e che si è accettato di discutere solo sul come realizzare l'opera e non anche sulla sua effettiva utilità? È questo il modello di partecipazione praticato da chi parla quotidianamente di democrazia e di legalità (modello che ha come suggello finale l'uso della forza contro chi, non essendo stato ascoltato e coinvolto, si oppone)?
Su queste domande continueremo a chiedere un confronto pubblico e trasparente. E, in assenza di risposte convincenti, ad opporci al Tav sul piano della iniziativa politica, del diritto, della informazione. Non si illuda chi ha sgomberato il presidio della Maddalena: la linea ferroviaria Torino-Lione è ancora di là da venire.