"La maggior parte della gente non si preoccupa di scoprire la verità, ma trova molto più facile accettare la prima storia che sente." Tucidide (406-397 a.c.)

"Odio gli indifferenti. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. L'indifferenza è il peso morto della storia. Vivo sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti." Antonio Gramsci 1917





sabato 29 ottobre 2011

BRUNO RODRIGUEZ ALL'0NU

Il 25 ottobre l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha condannato per la ventesima volta il blocco economico, finanziario e commerciale che gli Stati Uniti mantengono da cinquanta anni contro Cuba. I voti a favore sono stati 186, con due assenti (Libia e Svezia), tre astenuti (Isola marshal, Micronesia e Palau) e due voti contrari: Stati Uniti e Israele. Il Ministro degli Esteri di Cuba, Bruno Rodríguez, ha risposto al rappresentante degli Stati Uniti con queste parole:
Signor Presidente:
Voglio ringraziare per la soluzione giusta e professionale adottata per il meccanismo di voto, questa mattina.
Il mio intervento a questo punto del dibattito è giustificato unicamente dalle flagranti menzogne del signor Goddard, presentate questa mattina. “Si può ingannare una parte della gente per tutto il tempo, ma non si può ingannare tutta la gente per tutto il tempo”.
La dichiarazione di questa mattina degli Stati Uniti è copiata da quella dell’anno scorso e del 2009. Il signor Goddard è venuto qui a difendere la politica del Presidente Bush del 2005 e ha parlato consecutivamente anche per difendere la poltica del signor Obama, eccetto nel 2009. Ci si chiede: quale politica difende?
Ho qui, signor Presidente, un facsimile del Daytona Beech Mornig Journal del 16 maggio 1972, in cui si annuncia che il signor Ronald D. Goddard, direttore dell’Ufficio di Miami, è stato riassegnato a Washington. Il signor Goddard, oltre a lavorare nei Corpi di Pace e a compiere missioni di grande interesse, sui quali vi è molta poca informazione, in Ecuador, in Nicaragua, in Panama, in Costarica, in Cile, in Turchia e riferenti al Centroamerica, ha lavorato dal 1969 al 1972 come Capo dell’Ufficio del Coordinatore per gli Affari Cubani a Miami.
In un altro documento ufficiale decriptato, si dice, al punto 6, che il Coordinatore dovrà assumere la stessa responsabilità per le operazioni coperte di quella che assume per le operazioni legali.
Tuttavia, sono d’accordo con lui sul fatto che il blocco sia solo un aspetto della politica nordamericana contro Cuba. Lui sa molto bene, certamente, che l’altro asse principale, è quello della sovversione interna, lo spiegamento di agenti al servizio degli Stati Uniti nel nostro territorio e la realizzazione di operazioni coperte da parte dell’Usaid e della Cia con fondi milionari, delle quali conosciamo solo una parte. Poiché ho letto tante volte gli incisi della Convenzione di Ginevra sul genocidio, ne farò recapitare una copia al banco degli Stati Uniti.
Il governo nordamericano è responsabile di numerose esecuzioni extragiudiziarie, una parte eseguita con droni o aerei senza pilota, in cui sono stati assassinati perfino, cittadini nordamericani e minorenni; è responsabile di atti di tortura, di sequestri di persona, di 1.245 voli segreti e dell’esistenza di carceri segrete in Europa e mantiene ancora oggi un campo di concentramento dove si tortura, nel territorio che occupa illegalmente a Guantánamo, a Cuba.
Non è vero che Cuba e gli Stati Uniti siano soci commerciali. La possibilità di comprare cibo, in difficili condizioni, negli Stati Uniti, è il risultato dello sforzo di settori che si oppongono alla politica del blocco. Sono stati realizzati con regolamenti molto severi che non possono essere catalogati come un rapporto commerciale e ancor meno come una misura di flessibilità; non rispettano nessuna norma del Sistema Internazionale di Commercio.
Il signor Goddard ha mentito deliberatamente sulle due cifre che ha usato in questa riunione. In particolare, lui include fra le così dette “donazioni di assistenza umanitaria a Cuba” i fondi che l’Usaid utilizza per operare contro l’ordine costituzionale nel mio paese; le rimesse che i cubani radicati negli Stati Uniti inviano ai loro familiari, nonostante i regolamenti e le restrizioni ufficiali, e le donazioni che con molto sforzo, data l’opposizione del governo degli Stati Uniti, Organizzazioni Non Governative mandano, e che nel 2010 sono state molto esigue.
Gli Stati Uniti potrebbero, invece di dichiarare guerre nelle quali sono stati assassinati più di un milione di civili, e invece di destabilizzare governi stranieri, ascoltare l’opinione del loro stesso popolo. Qui vicino, a Wall Street, invece di reprimere brutalmente, dovrebbero ascoltare ciò che dicono i cittadini che si lamentano di non avere una vera democrazia, in cui ogni cosa è determinata dal potere economico, dove le corporazioni mettono il guadagno al di sopra della protezione della gente, dove l’egoismo vince la giustizia, dove la disuguaglianza e l’oppressione, al di sopra dell’uguaglianza, controllano il governo. Si lamentano di aver perso la loro casa, la pensione, le polizze di previdenza sociale, mentre i ricchi continuano a ricevere profitti scandalosi. Protestano perché gli studenti sono sotto sequestro a causa dei debiti, per il fatto che le Corti di Giustizia sono corrotte, per il fatto che vengono spesi milioni di dollari per eliminare i contratti di assicurazione per la salute dei lavoratori; protestano anche per il fatto che gli Stati Uniti partecipano alla tortura e all’assassinio di civili innocenti fuori dal loro territorio, e per il fatto che si perpetui il colonialismo.
Millenovecentosettantadue persone sono state condannate a morte con condanna eseguita in quel paese dal 1976, una parte delle quali per errore giudiziario. Più di 3.000 nordamericani si trovano in questo momento nella cella della morte. Poche settimane fa, in coincidenza con il dibattito generale, il mondo è rimasto costernato per l’ingiusta esecuzione di Troy Davis.
Mente il signor Goddard quando afferma che il cittadino nordamericano contrattato dalla Usaid è stato condannato a Cuba perché aveva favorito la connessione a Internet della comunità ebrea. Lui sa bene, perché è uno specialista di questi temi, che il signor Gross realizzava a Cuba un’operazione coperta e che ha commesso delitti puniti anche negli Stati Uniti.
A Cuba i bambini si chiedono come sia possibile che in quel paese i terroristi siano liberi e gli antiterroristi stiano in carcere. I Cinque combattenti antiterroristi cubani hanno sopportato condizioni crudeli, inumane e degradanti per l’unico delitto di aver cercato di evitare atti di terrorismo. Dovrebbero essere liberati tutti, René González, quello che sta in libertà condizionata, al quale viene impedito di riunirsi con la sua famiglia. Sarebbe un atto di giustizia, o per lo meno, un atto umanitario.
Solo in un paese come gli Stati Uniti, la Presidente del Comitato di Affari Esteri della Camera dei Rappresentanti , Ross-Letinen, una dama feroce, può farsi promotrice di un omaggio al terrorista internazionale José Posada Carriles, responsabile dell’esplosione di un aereo civile in pieno volo, e solo qui possono essere chiamati terroristi e spie i bambini di un gruppo di teatro per ragazzi in tournée negli Stati Uniti*.
Signor Presidente:
La battaglia politica che si è svolta oggi mette in evidenza, come ha scritto ieri il Comandante Fidel Castro Ruz, nel suo articolo dal titolo “Il ruolo genocida della Nato”, che cito: “La necessità di porre fine non solo al blocco, ma al sistema che genera ingiustizia nel nostro pianeta, che dilapida risorse naturali e mette in pericolo la sopravvivenza umana”.

* Il ministro allude qui alle dichiarazioni della deputata Ross-Letinen che ha affermato che la tournée negli Stati Uniti del gruppo di teatro infantile cubano “La colmenita” rappresentava un pericolo per il paese. Il direttore del gruppo, Carlos Alberto Cremata, ha avuto un familiare ucciso nell’esplosione dell’aereo delle Barbados di cui è reo confesso Posada Carriles e sta portando in giro per gli Stati Uniti un testo che racconta la storia dei Cinque cubani condannati a pene pesantissime negli Stati Uniti per aver cercato di controllare ed informare sulle attività dei gruppi controrivoluzionari attivi in Florida.

 

GIANNI MINA' - LATINOAMERICA

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venerdì 21 ottobre 2011

SE L'ONU CONDANNA ANCORA L'EMBARGO A CUBA E I MEDIA NON SE NE ACCORGONO

  Pubblicato su IL FATTO del 12/10/2010 con il titolo "L'Onu lo condanna ma l'embargo non muore"
La recenti elezioni di Dilma Rousseff alla Presidenza del Brasile e di Pepe Mujica in Uruguay, così come l'undicesima vittoria in dodici anni di Ugo Chavez nelle elezioni di metà mandato in Venezuela, hanno confermato il vento progressista che spira in America latina e che, evidentemente,  influenza le scelte di molti altri paesi, specie del sud del mondo.
Martedì 26 ottobre, per esempio, l'Assemblea della Nazioni Unite, per il diciannovesimo anno di seguito, ha condannato il blocco economico imposto dagli Stati Uniti a Cuba, che dura ormai da quasi mezzo secolo e rappresenta un vero e proprio assedio della nazione più poderosa del mondo all'isola della Revolucion.
187 paesi hanno votato in favore del documento proposto da Cuba. Contrari solo Stati Uniti e Israele. Tre gli astenuti: Isole Marshall, che ospita una grande base militare Usa nel Pacifico, la Micronesia e le Isole Palau.
Quest'ultimo è un arcipelago del Pacifico, di ventimila abitanti, ed è praticamente un protettorato Usa, tanto da essere rappresentato all'ONU da Stuart Beck, un avvocato di Long Island di cittadinanza israeliana.
L'anno scorso Palau aveva votato in favore dell'embargo, dopo aver ricevuto 200 milioni di dollari per accollarsi diciassette cinesi musulmani uigur, catturati in Afghanistan e finiti a Guantanamo.
Quest'anno, evidentemente, a questo statarello è mancata la materia prima per continuare in questo mercato.
L'occasione per confermare il proprio pregiudizio quando si parla di Cuba non è mancato invece a buona parte dei media italiani, che hanno fatto finta di non accorgersi che la condanna votata  dall'Assemblea delle Nazioni Unite “riafferma i principi di eguaglianza sovrana fra gli stati e di non intervento o ingerenza nelle questioni interne e nella libertà di un paese”.
Perché il documento votato al Palazzo di vetro ribadisce il rifiuto di promulgare e applicare leggi come la “Helms-Burton”, emanata dal governo degli Stati Uniti nel 1996 “i cui effetti extra territoriali nuocciono anche alla sovranità di altre nazioni e agli interessi legittimi di entità e persone sotto la propria giurisdizione e attentano alla libertà di commercio e navigazione”.
Molti dei nostri media, in questo autunno farsesco del nostro paese, hanno ignorato però questi dettagli e i solerti redattori di questi strumenti di comunicazione non si sono nemmeno accorti, navigando in rete, delle immagini dei diplomatici dei vari paesi del mondo che, alla fine della votazione, hanno fatto la fila per complimentarsi con il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez.
Un atto non di invincibile “antiamericanismo” ma di rispetto che si deve al diritto di autodeterminazione dei popoli.
Così, per esempio, a colleghi come Pierluigi Battista del Corriere della Sera, felice per il conseguimento del Premio Sacharov al dissidente cubano Guillermo Fariñas, è sfuggita l'importanza politica ed etica della condanna per la seconda volta, anche nell'era di Obama, dell'antistorico e immorale blocco economico.
Una censura che sottolinea anche la contraddizione della Comunità Europea, che vota all'ONU contro questa sanzione dopo non essere stata capace di partorire una “posizione comune” nei riguardi di Cuba e di aver osteggiato, anzi, il tentativo pacificatore dell'ex ministro degli Esteri spagnolo Moratinos che, con l'aiuto della Chiesa Cattolica, ha poi trovato una mediazione con il governo dell'Avana per il rilascio degli oppositori che, nel 2003, furono accusati di avere cospirato con gli Stati Uniti per abbattere una volta per tutte la Rivoluzione e l'anomalia politica che rappresenta.
Pierluigi Battista ha definito quella stagione la “primavera nera” di Cuba, trascurando con disinvoltura che, il 20 maggio scorso, alla emittente WOBA della catena Univision di Miami, Roger Noriega, ex sottosegretario di stato del governo di Bush Jr (2003-2005), ha riconosciuto di aver cospirato con Jeames Cason, capo dell'ufficio della sezione di interessi degli Stati Uniti a Cuba (2002-2005), per far nascere e fomentare il caos nell'isola, con sequestri di aerei e perfino del ferry boat della baia dell'Avana. Una trama per farla finita, finalmente, con la Rivoluzione cubana.
Tutto questo è avvenuto comprando il dissenso e favorendo una strategia della tensione alla quale, purtroppo, Cuba reagì con esagerata durezza.
Non a caso, in un articolo, Saul Landau (ex ricercatore del Dipartimento di Stato nordamericano e ora professore dei mezzi digitali del politecnico statale della California) si è chiesto cosa sarebbe successo se gli stessi pericolosi meccanismi fossero stati messi in moto negli Stati Uniti dai cubani o da rappresentanti di qualunque altra nazione.
E' sufficente ricordare la storia dei Cinque agenti dell'intelligence cubana che hanno smascherato le centrali terroristiche che dalla Florida organizzavano e mettevano in atto attentati  nell'isola (più di tremila i morti nel corso degli anni).
Dopo che il governo dell'Avana avvisò quello di Washington, i terroristi come Posada Carriles o Orlando Bosh non furono disturbati mentre i Cinque cubani, accusati di spionaggio, si trovano in carcere da dodici anni, dopo un processo a Miami definito “arbitrario” dalla commissaria per i diritti umani dell'ONU. Un giudizio successivamente bocciato dalla Corte di Appello di Atlanta e infine impantanato dalla Corte Suprema.
Uno degli organizzatori di queste azioni eversive, Santiago Alvarez, dopo essere stato scoperto con una macchina piena di esplosivo che, a suo dire, doveva servire a eliminare Fidel Castro, ha rivelato in un processo a Miami di essere il sovvenzionatore della famose “Dame in bianco”, spesso citate come simbolo di resistenza al regime cubano.
Almeno questo clima pesante, con la presidenza di Barack Obama, sembra essersi attenuato, anche per il favore che Cuba continua a godere con il resto del continente che Chomsky, non a caso, ha definito ormai “il più progressista del mondo”, ma adesso molti liberals, come  il grande linguista del MIT di Boston o come Wayne Smith, il diplomatico nordamericano che per il presidente Carter, alla fine degli anni '70, tentò il dialogo con la Rivoluzione, si augurano che non solo il penoso carcere dei Cinque, ma anche l'embargo condannato dall'ONU finiscano, in un mondo che ha bisogno di gesti etici e non di posizioni politiche senza senso.


 GIANNI MINA'

domenica 16 ottobre 2011

DI CHI CI SI PUO' FIDARE?


Ieri 15 ottobre, tra le tante notizie date dai vari telegiornali della RAI, soltanto il TG3 ha informato della scomparsa della cubana LAURA POLLAN, leader de Las Damas de Blanco, un movimento di familiari, ma soprattutto mogli di dissidenti cubani, che si oppongono al governo cubano e lottano, o meglio hanno lottato per la liberazione dei loro cari,  dato che  sono già stati tutti liberati. Ciò che mi ha fatto incazzare è la mancanza di dati e informazioni che il TG3 ha omesso e mi delude, ...proprio il TG3, l'unico a mio parere che si salvava,...voglio dire che, siccome ha dato una notizia  dell'esistenza  di questo movimento, che nessun telegiornale ha mai fatto presente ma  solo i giornali di sinistra lo hanno divulgato, almeno ESPONGA LA VERITA' E DICA COME E' NATO QUESTO MOVIMENTO, DA CHI  E' SOVVENZIONATO E PERCHE'!!!!  In merito, ho scritto alcuni post, nel quale ricordo come il governo degli Stati Uniti, con la CIA  e il FNCA, Fondo Nazionale Cubano Americano, abbiano finanziato il movimento e non solo, ma anche blogger come Yoani Sànchez, affinchè diffondano nell'isola il malcontento e preparino una sovversione  tra i cittadini per "portare la democrazia" imposta dalla mafia cubano-americana. Il TG3 deve sapere che a capo di questo movimento, oltre ad esserci Hillary Clinton che mantiene i contatti con i mercenari cubani all'Habana, ci sono personaggi come la cantante Gloria Esteban che oltre ad essere in prima fila a guidare Le Damas De Blanco a Miami (vengono chiamate anche damas del verde, verde come il colore del dollaro), le sovvenziona insieme al terrorista LUIS POSADA CARRILES, reo confesso di vari attentati a Cuba, ma coccolato, protetto e assolto dal governo (terrorista) degli Stati Uniti.
Meno male esiste internet,  dove chiunque potrà verificare notizie non dette o prive di verità.

sabato 8 ottobre 2011

COMANDANTE CHE GUEVARA


ERNESTO "CHE" GUEVARA DE LA SERNA

14 GIUGNO 1928 - 09 OTTOBRE 1967

COME NON RICORDARE IL TUO ESEMPIO!

HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!
PATRIA O MUERTE VENCEREMOS!!!

giovedì 6 ottobre 2011

CHE APETTIAMO!!!!!!!!!!!!!



BASTA, NON NE POSSO PIU'.....
SONO STANCA, MI DA LA NAUSEA, SAPERE CHE SIAMO ANCORA GOVERNATI DA UN DELINQUENTE CHE PENSA SOLO AI SUOI INTERESSI.....
MA COSA DOBBIAMO ASPETTARE NOI ITALIANI ONESTI, NON E'  "FORSE" ARRIVATO IL MOMENTO DI DIMOSTRARE IL NOSTRO DISSENSO IN MODO CHIARO E CONCRETO? LO DOBBIAMO FARE PERCHE'  LUI, PURTROPPO, RIMANE ATTACCATO ALLA POLTRONA...MA METTIAMOCELA NEL CARCERE QUESTA MALEDETTA POLTRONA!!!!