"La maggior parte della gente non si preoccupa di scoprire la verità, ma trova molto più facile accettare la prima storia che sente." Tucidide (406-397 a.c.)

"Odio gli indifferenti. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. L'indifferenza è il peso morto della storia. Vivo sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti." Antonio Gramsci 1917





venerdì 29 luglio 2011

TINISSIMA


"Metto troppa arte nella mia vita e di conseguenza non mi rimane molto da fare all'arte"

TINA MODOTTI non è UNA sola persona, non è UNA sola donna, ma è Assunta, Adelaide, Luigia Modotti, come se questi tre nomi ricevuti alla nascita fossero un segno premonitore per formare altrettante personalità, che l'avrebbero contraddistinta  per ciò che sarebbe diventata, ovvero,  attrice, fotografa, antifascista militante nel movimento comunista internazionale.
Tina era molto conosciuta in Messico e negli Stati Uniti, dove proprio in quest'ultimo si trovava la maggior parte delle sue opere, opere tenute nascoste per molto tempo, per colpa del periodo storico chiamato maccartismo, caratterizzato dal "sospetto ed infiltrazioni comuniste", e lei era una comunista.
Nata da famiglia umile alla fine dell'800 ad Udine, ricordare la sua figura straordinaria  in poche parole non è facile. Appresi della sua esistenza solo qualche anno fa leggendo un articolo in  una rivista cubana, e ponendomi la domanda "perchè io che sono italiana non ne ho mai sentito parlare, mentre a Cuba le hanno dedicato persino una bilblioteca ( biblioteca municipale di Alamr, Habana del Este)?, incuriosita mi sono informata, ho fatto ricerche ed ho scopero questa meravigliosa donna,  tenace, battagliera, sempre in prima linea laddove serviva coraggio in difesa della libertà.
In Italia , poche persone conoscono Tina, a parte nella sua città natale ( e dintorni) la quale la ricorda ogni anno con mostre ed eventi dedicati alla sua professionalità di fotografa, di poetessa e di militante. E' l'amore per l'arte e la poesia che le permette di  conoscere e di unirsi al poeta "ROBO"  all'età di  21 anni dopo essere emigrata con la famiglia negli Stati Uniti quattro anni prima, e dopo aver abbandonato il cinema, il suo primo lavoro, esperienza deludente. Nella disgrazia della morte del suo compagno avvenuta in Messico il quale si trovava da solo, Tina, raggiungendolo, conoscerà ed amerà questo paese tanto da decidere di viverci. Verrà raggiunta nel '23 dal notissimo fotografo EDWARD WESTON che in quegli anni  fotografò la bellezza  di Tina  diventando amanti. Il clima in quegli anni in Messico era un clima post-rivoluzionario politico e culturale  che permise alla coppia di mettersi in contatto con grandi artisti, quali Frida Kalho e Diego Rivera.  Inoltre Weston l'aiutò a perfezionarsi  tecnicamente nella fotografia che iniziò a 12 anni  grazie a suo zio dal quale apprese le prime nozioni. Rimasta sola, Tina si dedica completamente alla fotografia e capisce che con essa può denunciare lo stato economico, sociale e politico del paese, perciò le sue immagini saranno dedicate soprattutto ai lavoratori, al popolo, alle manifestazioni politiche. Da qui cominicia la sua attività politica, iscrivendosi al partito comunista, lavorerà con il movimento sandinista e conoscerà il rivoluzionario italiano del Komintern, VITTORIO VIDALI. Nel '28 diventa la compagna di JULIO ANTONIO MELLA, rivoluzionario cubano, ma purtroppo per pochi mesi, poichè verrà ucciso dai sicari del dittatore di Cuba Machado, o almeno questa è la versione, perchè è ancora un mistero  chi fosse l'autore materiale. C'è chi insinua che fosse stato Vidali, per motivi passionali...Sicuro è, che venne coinvolta nella sua morte la stessa Tina, ma con l'aiuto del suo amico Rivera crollò l'ipotesi.
Nel frattempo Tina si dedica alla militanza, il clima politico è cambiato e le organizzazioni comuniste
vengono messe fuori legge e nel '30 viene ingiustamente accusata di aver preso parte ad un attentato contro il nuovo capo dello stato, viene arrestata ed espulsa dal Messico. Viaggerà in Europa, a Berlino, poi in Russia dove raggiunge Vidali, ottiene la cittadinanza e diventa membro del partito, dedicandosi alla miltanza del Soccorso Rosso internazionale per 5 anni.
Nel '36 segue sempre Vidali in Spagna dove scoppia la guerra civile, lavora negli ospedali e scriverà per varie testate.



 Due anni dopo, nel '38, è ricercata dalla polizia fascista e dopo aver chiesto alla sua organizzazione di poter rientrare in Italia, rientro negato, torna in Messico dove nel frattempo era stata annullata la sua espulsione grazie al nuovo presidente. TINA MODOTTI morirà il 5 gennaio 1942, dopo una cena con amici, di infarto in un taxi che l'avrebbe riportata  a casa. Di nuovo la stampa scandalistica cercherà di attribuitre la sua morte ad un delitto politico incolpando ancora Vittorio Vidali.


Tina riposa al Pantheon de Dolores di Città del Messico sulla cui tomba sono incisi i primi versi della poesia di PABLO NERUDA:

Tina Modotti hermana.
no duermes no, no duermes
talvez tu corazòn oye crecer la rosa de ayer
la ultima rosa de ayer
la nueva rosa
descansa dulcemente hermana.
Puro es tu dulce nombre
puro es tu fragil vida  de abeja, sombra, fuego, nieve
silencio,espuma, de acero, linea, polen,
 se construyo
tu ferrea tu delgada estructura


Tina Modotti sorella, non dormi no, no dormi
forse il tuo cuore sente crescere la rosa di ieri,
l'ultima rosa di ieri,
la nuova rosa.
Riposa dolcemente sorella.
Puro è il tuo dolce nome, pura è la tua fragile vita:
d'ape, ombra, fuoco, neve, silenzio, schiuma, d'acciaio
linea, polline, si costruì la tua   ferrea esile struttura

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