"La maggior parte della gente non si preoccupa di scoprire la verità, ma trova molto più facile accettare la prima storia che sente." Tucidide (406-397 a.c.)

"Odio gli indifferenti. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. L'indifferenza è il peso morto della storia. Vivo sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti." Antonio Gramsci 1917





martedì 25 gennaio 2011

UNA STORIA "GAIA"




  Tony si affrettò a mangiare l'ultimo boccone di carne in scatola conservata nella sua dolciastra gelatina. Quel giorno a pranzo, Tony non aveva il solito appettito, mangiare era l'ultima cosa a cui pensava, da quando il suo miglior amico Roger, aveva riportato qualche lesione lieve in seguito ad una caduta, accorsa il giorno prima. Roger era tutto per lui.
  A causa del suo carattere introverso e dell'esperienze sentimentali con l'altro sesso, Tony aveva deciso di allontanari dal mondo che lo circondava, rifugiandosi nella sua casa di campagna per prendersi cura di se stesso, insieme al suo caro Roger. Tra i due si era instaurato un rapporto solido, un'intesa perfetta, che aveva portato Tony ad amare l'amico più della sua stessa vita, ed era corrisposto in egual misura. Dal mattino alla sera con molta premura, Tony si occupava di Roger e non mancavano le lunghe passeggiate tra i campi, a stretto contatto con la natura, nella quale loro si sentivano completamente liberi. Proprio in una delle tante passeggiate, Roger distrattamente cadde, riportando lesioni lievi. Tony si preoccupò a dismisura anche se era consapevole che potevano bastare pochi giorni di riposo affinchè l'amico si rimettesse in forma come prima.
  Pensava che curandolo lui stesso, con l'amore e i pochi medicinali a disposizione, potesse guarire al più presto. Tutto ciò non bastò a dare all'amico l'energia che aveva sempre avuto. Doveva guarire in fretta. Tony non sopportava l'idea di vederlo soffrire in quel modo perciò si decise a telefonare al dottore. Nell'attesa Tony lo rassicurava con carezze e il calore di abbracci. Verso sera la sua preoccupazione si attenuò quando vide giungere nel cortile chi aveva chiamato.
"Buona sera, sono il veterinario"
"Buona sera dottore"
"Dov'è il cavallo?"
"Venga, l'accompagno da Roger..."

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